Forse più conosciuta per essere una meta del turismo balneare la penisola cilentana, nella parte più sud della Campania, offre un territorio ricchissimo di tradizioni e di storia, adatto ad una visita in qualunque periodo dell’anno. Le usanze e i costumi di questi luoghi risalgono addirittura ad antichi riti greci dei quali non si è persa traccia ma che, anzi, si sono evoluti mantenendo intatti i propri significati fino ai giorni nostri.
Tra questi, grande rilievo anno i riti della Settimana Santa, ed in particolare del Venerdì Santo. In questo giorno di sofferenza per i cristiani, si tengono, in omaggio alla Passione di Gesù, una serie di lunghe processioni nella zona del Monte Stella. A parteciparvi sono numerose congreghe che inscenano diverse vie crucis; dopo questo primo momento di condivisione, ci si reca tutti insieme a compiere la cosiddetta visita dei sepolcri, da un paese all’altro e da una chiesa all’altra. La tradizione vuole che prima di andare nella propria parrocchia si debba rendere omaggio a quelle vicine: la visita avviene indossando dei sai con cappuccio, interamente bianchi, una mantella e un bastone, al cui ritmo s’incederà lentamente, fino ad arrivare innanzi al sepolcro, davanti al quale, una coppia alla volta, ci si inginocchia. L’usanza prevede anche che, al termine del sacro ufficio, i paesani offrano a tutti vino e dolci fatti in casa. Naturalmente, nei giorni seguenti sarà un tripudio di sapori sulle tavole imbandite a festa: consigliamo di assaggiare almeno le tipiche “viviane”, rotoli di pasta per la pizza farciti con mozzarella di bufala, pomodoro e altri ingredienti a piacere.
Tags: 2010 • Campania • cilento • Italia • Pasqua
Autore: Laura Landi
Lascia un commento