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Dopo aver pubblicato un articolo dedicato alle sette meraviglie del mondo antico, ho deciso di pubblicarne uno dedicato a quelle del mondo moderno e portarvi con me in questi stupendi posti grazie a delle fotografie panoramiche a 360°. Ma prima, vorrei elencare e dedicare qualche riga a queste meravigliose opere.

  • Il Colosseo. Locazione: Roma, Italia
  • Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, è il più famoso anfiteatro romano, ed è situato nel centro della città di Roma. In grado di contenere fino a 50.000 spettatori, era il più grande e importante anfiteatro dell’epoca imperiale. Veniva usato per gli spettacoli gladiatòri e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica).

    Edificato in un’area al limite orientale del Foro Romano, la sua costruzione fu iniziata fra il 70 e il 72 sotto l’imperatore Vespasiano, e conclusa nell’80 sotto Tito, con ulteriori modifiche apportate durante il regno di Domiziano. Non più in uso dopo il VI secolo, l’enorme struttura venne variamente riutilizzata nei secoli, anche come cava di materiale. Oggi è un simbolo della città e una delle sue maggiori attrazioni turistiche, essendo uno degli esempi meglio conservati dell’architettura romana.
    Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1980.

  • Grande muraglia cinese. Locazione: Cina
  • La Grande Muraglia (in cinese tradizionale 長城 in cinese semplificato 城 in pinyin Wànlĭ Chángchéng), chiamata in Cina Wanii changcheng, ovvero Grande muraglia di 10.000 Lǐ è una lunghissima serie di mura edificate nell’odierna Cina a partire dal III secolo a.C. (circa 215) dall’imperatore Qin Shi Huang Di, lo stesso a cui si deve il cosiddetto Esercito di terracotta di Xi’an e l’ancora inviolato tumulo sepolcrale. Nonostante il nome cinese (il Lǐ è una misura che corrisponde a circa 500 metri) la muraglia è lunga ben 6.350 chilometri con altezze variabili.
    Doveva servire a contenere le incursioni dei popoli confinanti, in particolare dei Mongoli ma non si rivelò molto efficace, perché gli invasori riuscivano spesso a sfruttare i punti deboli rappresentati dalle porte che, giocoforza, la muraglia doveva avere.
    È stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.
    Viene spesso indicata come l’unica opera umana visibile dallo spazio (o addirittura dalla luna), un’affermazione che, per quanto suggestiva, è priva di ogni fondamento. Il motivo è molto semplice: anche se lunga più di 6.000 chilometri, la Grande Muraglia è larga meno di 10 metri, pertanto già a un centinaio di chilometri di altezza, e a maggior ragione da migliaia o centinaia di migliaia di chilometri, essa sarebbe irrimediabilmente al di fuori del potere risolutivo dell’occhio umano.

  • Il sito archeologico di Petra. Locazione: Giordania
  • Gli scavi archeologici hanno messo in evidenza come i primi abitanti dell’area siano stati gli Edomiti, la cui presenza è attestata fin dal II millennio a.C.. Intorno al 500 a.C. i Nabatei, una popolazione araba che gestiva i traffici dei carovanieri nella tratta settentrionale della Penisola Araba tra al-Hijr/Madā’in Sālih e la costa mediterranea, scacciarono gli Edomiti e fecero di Petra la capitale del proprio regno, abbandonando il nomadismo.
    Grazie alla sua posizione tra montagne invalicabili era una fortezza imprendibile. Controllava inoltre le rotte principali tra Gaza ad ovest fino a Bostra e Damasco al nord, fino a Elath e Leuce Come sul Mar Rosso, e attraverso il deserto fino al Golfo Persico. Il primo tentativo, da parte romana di conquista fallì nel 63 a.C. e solo nel 106 Petra, scomparsi i Nabatei, entrò a far parte della Provincia d’Arabia che, proprio dalla città divenne nota come Arabia Petrea.
    Dal IV secolo la città appartenne all’Impero d’Oriente e fu sede di un episcopato. Solamente durante il breve periodo della presenza crociata in Palestina Petra venne per qualche tempo occupata, come testimoniano alcune fortezze nei dintorni. Con la conquista musulmana non si hanno più notizie di Petra fino al 1812, quando venne “riscoperta” dal viaggiatore svizzero e orientalista Johann Ludwig Burckhardt.

  • Il Cristo redentore. Locazione: Rio de Janeiro, Brasile
  • Il Cristo Redentore (in portoghese: Cristo Redentor) è una statua rappresentante Gesù Cristo che trova collocazione sulla cima della montagna del Corcovado, che si erge a 710 m s.l.m. a picco sulla città e sulla baia di Rio de Janeiro, è alta circa 38 metri ed è uno dei monumenti più conosciuti e più belli al mondo.
    Ormai la statua è un simbolo della città e del Brasile e rappresenta il calore del popolo brasiliano che accoglie a braccia aperte i visitatori. L’idea di costruire una statua in cima al monte Corcovado nacque intorno al 1850, quando il prete cattolico Pedro Maria Boss chiese alla principessa Isabella dei fondi per la costruzione di un grande monumento religioso. Quest’ultima non era molto d’accordo con questa idea, che fu completamente abbandonata nel 1889 quando il Brasile divenne una repubblica e si ebbe la separazione tra Stato e Chiesa.

    Una seconda proposta per la costruzione della statua fu fatta dall’arcidiocesi di Rio de Janeiro nel 1921. Si organizzò un evento chiamato Semana do Monumento (settimana del monumento) per la raccolta dei fondi necessari alla sua costruzione, che vennero in larghissima parte da cattolici brasiliani. Il progetto di questa costruzione doveva contenere una rappresentazione del simbolo cristiano della croce e il Cristo doveva avere nelle mani un globo ed essere situato su un basamento rappresentante il mondo. Tuttavia fu scelto il progetto del Cristo con le braccia aperte.

    Il monumento fu progettato dallo scultore francese Paul Landowski, e come supervisore alla costruzione fu scelto l’ingegnere locale Heitor da Silva Costa. Un gruppo di tecnici studiò il progetto di Landowski e decisero di sviluppare la struttura in calcestruzzo anziché in acciaio perché questo materiale è più adatto a strutture a forma di croce. Si decise, inoltre, di fare lo strato esterno di un materiale al tempo stesso malleabile e resistente a condizioni climatiche estreme.
    Il monumento fu inaugurato il 12 ottobre 1931 dal presidente Getúlio Vargas in una grande e sontuosa cerimonia.
    Nell’ottobre del 2006, in occasione del 75esimo anniversario della statua, l’arcivescovo di Rio de Janeiro Eusebio Oscar Scheid consacrò una cappella sotto la statua.

  • La città perduta di Machu Picchu. Locazione: Cuzco, Peru
  • Machu Picchu (voce quechua significante “vecchia cima“), soprannominata la città perduta degli Inca, è sito archeologico precolombiano, situato in una zona montana a circa 2.350 metri di altitudine [1]nella valle dell’Urubamba in Perù.
    Si suppone che la città fosse stata costruita dall’imperatore inca Pachacútec intorno all’anno 1440 e sia rimasta abitata fino alla conquista spagnola del 1532. La posizione della città era un ben custodito segreto militare, perché i profondi dirupi che la circondavano erano la sua migliore difesa naturale. Difatti, una volta abbandonata, la sua ubicazione rimase sconosciuta per ben quattro secoli, entrando nella leggenda. Scoperte archeologiche, uniti a recenti studi su documenti coloniali, mostrano che non si trattava di una normale città, quanto piuttosto di una specie di residenza estiva per l’imperatore e la nobiltà Inca. Si è calcolato che non più di 750 persone alla volta potessero risiedere a Machu Picchu, e probabilmente durante la stagione delle piogge o quando non c’erano nobili, il numero era ancora minore.

    La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, uno storico di Yale, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell’ultima capitale Inca: Vilcabamba. Bingham compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915 e solo più tardi si rese conto dell’importanza della sua scoperta e si convinse che Machu Picchu era Vilcabamba. Di ritorno dalle sue ricerche scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu: il più conosciuto fu: La città perduta degli Inca. Paradossalmente Vilcabamba non era Machu Picchu: l’ultima capitale era a Espiritu Pampa: nascosta nella giungla, a poche centinaia di metri da dove era arrivato lui durante le sue ricerche.

    Il sito archeologico fa parte dei Patrimoni dell’umanità stilati dall’UNESCO. Nel 2003, più di 400mila persone hanno visitato le rovine e l’UNESCO ha espresso preoccupazione per i danni ambientali che un tale volume di turisti può arrecare al sito.

    Le autorità peruviane, che ovviamente ricavano dei notevoli vantaggi economici dal turismo, sostengono che non ci siano problemi e che l’estremo isolamento della valle dell’Urubamba sia, da solo, sufficiente a limitare il flusso turistico. Periodicamente viene proposta la costruzione di una funivia per raggiungere la città dal fondovalle, ma finora la proposta non è passata. La località è oggi universalmente conosciuta sia per le sue imponenti ed originali rovine, sia per l’impressionante vista che si ha sulla sottostante valle dell’Urubamba circa 400 metri più in basso.

  • Il complesso di Chichén Itzá. Locazione: Yucatán, Messico
  • Chichén Itzá (Presso la bocca del pozzo degli Itzá) è un importante sito archeologico maya situato nel Messico, nel nord della penisola dello Yucatan. La città ebbe il suo massimo splendore nel periodo epiclassico maya. Le rovine hanno un estensione di circa 3 km². Il complesso contenente la famosa piramide maya è incluso nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1988; nel 2007 è stato proclamato “una delle Sette meraviglie del mondo moderno” nel corso di un discusso concorso.

  • Il Taj Mahal. Locazione: Agra, India
  • Il Taj Mahal (Urdu: تاج محل, Hindi: ताज महल), situato ad Agra, nell’India settentrionale, è un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum. È da sempre considerata una delle più notevoli bellezze architettoniche dell’India e del mondo.

    Arjumand Bano Begum, conosciuta anche con il nome di Mumtaz Mahal, che in persiano significa “la luce del palazzo“, morì nel 1630 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell’imperatore.
    Il complesso è tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal 9 dicembre 1983.

Fonte delle informazioni: Wikipedia

Adesso, come promesso, vi porterò a spasso in questi “meravigliosi (per restare in tema)” luoghi, grazie alle stupende fotografie a 360°. Per iniziare il viaggio, basterà cliccare sopra l’immagine desiderata.

Il Colosseo
La grande muraglia cinese
Il sito archeologico di Petra
Il Taj Mahal
Il Cristo redentore
La città perduta di Machu Picchu
Il complesso di Chichén Itzá

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Sono stati ricevuti 3 commenti

  1. […] post by Fabio and software by Elliott […]

  2. Grandissimo!
    Grazie è stata una breve lettura ma molto interessante.
    Ciao

  3. ma quanto è bello rio de janerio

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