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Deception Island, Antartide: tra acque termali e sabbia nera
Deception Island, Antartide: tra acque termali e sabbia nera
Deception Island, Antartide: tra acque termali e sabbia nera
Deception Island, Antartide: tra acque termali e sabbia nera
Deception Island, Antartide: tra acque termali e sabbia nera

Oggi vi proponiamo un’altra affascinante meta all’estremo Sud del mondo, in Antartide: si tratta dell’Isola Deception, “Isola dell’Inganno”, nell’arcipelago delle Shetland Meridionali. In ogni cartina è facile riconoscerla per la sua caratteristica forma a ferro di cavallo, dovuta alla sua attività vulcanica. Il centro dell’isola è infatti una caldera formatasi in una potente eruzione vulcanica (forse 10 mila anni fa) e poi sommersa dall’oceano, che ha così formato un’ampia baia, Port Foster.  Il suo ingresso è invece piuttosto stretto (misura forse meno di 250 metri) e viene comunemente indicato come Neptune’s Bellows (Fragori di Nettuno). A 2,5 metri sott’acqua ci sono invece le affilate rocce di Ravn Rock.

Proprio all’ingresso della caldera c’è un’insenatura più piccola, nota come Whalers Bay (Baia dei Balenieri), delimitata da un’ampia spiaggia con sabbia nera. Il nome non è casuale: l’isola infatti è stata una delle sedi privilegiate della caccia alla balena e alla foca, oltre che un punto di riferimento per le prime missioni esplorative del Polo Sud, ma la sua attività vulcanica ha sfavorito degli insediamenti stabili e comunque creato non pochi problemi anche a cacciatori e studiosi. Nel 1920-1921 ad esempio le acque andarono in ebollizione, rovinando gli scafi dei balenieri, mentre un’eruzione nel 1967-69 danneggiò alcune stazioni scientifiche. I balenieri comunque lasciarono l’isola quando dopo la crisi del ’29 il commercio di olio di balena non fu più conveniente. Restano però sull’isola ancora i resti del loro cimitero (seppure in parte seppellito dall’eruzione del 1969), oltre a bollitori e serbatoi un tempo adoperati appunto per sciogliervi le carcasse delle balene, ricavarne e conservarne l’olio.

Le uniche basi presenti ora sul territorio, occupate di solito durante l’estate dell’emisfero australe, sono argentine (Decepción) e spagnole (Gabriel de Castilla).

Tutto questo non deve però spaventare: l’ultima eruzione vulcanica risale al 1991-92 e comunque se è difficile fondare dei centri abitativi stabili sull’isola, essa resta comunque una meta turistica molto affascinante per i suoi paesaggi (Port Forster è circondata ad esempio da colline ghiacciate che raggiungono i 500 metri, anzi i 542 con il Monte Pond) e per le calde acque termali, di origine proprio vulcanica, di Pendulum Cove. L’insenatura deve questo nome agli esperimenti che qui condussero gli inglesi sul pendolo e sul magnetismo il secolo scorso; l’acqua che essa racchiude ha fondali poco profondi, sicché se si sceglie proprio la zona più temperata per immergersi, dove il mare non è né freddo né bollente, è possibile nuotare senza problemi o sdraiarsi nell’acqua per foto indimenticabili. Sull’acqua è possibile vedere proprio un caldo vapore, causato dal magma sottostante. Ovviamente il periodo in cui visitare Deception Island è quello dell’estate australe, ovvero il nostro inverno.

Sulla costa c’è una delle più grandi colonie di pinguini antartici. Inoltre è possibile osservare in zona anche otarie dalla pelliccia ed elefanti marini, oltre ovviamente alla balene. Spettacolari i colori delle scogliere.

Port Foster resta poi il porto naturale più sicuro in una zona così misteriosa e avventurosa come l’Antartide con iceberg e rocce seghettate noti come “aghi della macchina da cucire”. L’Isola Deception costituisce infatti, fin dai primi dell’800, un riparo dalle tempeste e dagli iceberg.

Metà isola è coperta dai ghiacciai; nei crateri vulcanici sono nati anche dei laghetti. Il Monte Flora è inoltre il primo in Antartide dove siano stati scoperti fossili di piante.

Le Shetland Meridionali comprendono altre dieci isole principali e diverse altre isole minori.

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