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Angkor Wat: tempio simbolo della Cambogia
Angkor Wat: tempio simbolo della Cambogia
Angkor Wat: tempio simbolo della Cambogia
Angkor Wat: tempio simbolo della Cambogia

In lingua khmer significa “tempio della città”, ma Angkor Wat non è solo un luogo essenziale per la vicina Siem Reap (a 5 km): è infatti il simbolo della Cambogia e l’unico edificio ad apparire su una bandiera nazionale.

Secondo il Guinness dei primati, il sito religioso in cui il tempio sorge, ovvero Angkor,  è il più ampio e vasto al mondo: per visitarlo nella sua completezza occorrono infatti all’incirca cinque giorni! Infatti Angkor comprende circa 400 km2, in cui rientra anche un’area occupata da una foresta.

Quest’imperdibile luogo di culto, che sorge in un sito archeologico di valore inestimabile, incluso tra i beni patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 1992, è stato costruito nel XII secolo ma riscoperto ed aperto al turismo mondiale solo nella seconda metà dell’Ottocento, quando per l’armonia delle sue proporzioni Angkor Wat fu scambiato dall’esploratore francese Henri Mouhot per un capolavoro sconosciuto della classicità. L’immensa area di Angkor contiene i solenni e maestosi resti di varie capitali dell’impero Khmer con altri templi, oltre a quello più celebre.

Non è ancora certa la funzione di Angkor Wat: si pensa che possa essere stato edificato come il mausoleo del re Suryavarman II, oppure che sia stato costruito in onore di Vishnu, seconda persona della Trimurti (detta anche trinità indu), di cui un tempo potrebbe esserci stata una statua d’oro. A partire dal XIV o dal XV secolo, il tempio in ogni caso fu convertito al buddhismo therevada. Entrambe le ipotesi sono corroborate dall’orientamento del tempio, che è verso ovest come i monumenti funebri, anziché verso est come i templi indù; ad ovest è associata però anche la figura di Vishnu.

Il tempio è circondato da un fossato esterno largo 190 metri, che lo ha protetto dall’avanzare della giungla; la sua struttura centrale è circondata da tre gallerie costruite una sull’altra, i cui muri sono caratterizzati da notevoli bassorilievi con scene tratte dai poemi epici del Mahabharata e del Ramayana, o con figure delle divinità del pantheon visnuita. Si tratta di composizioni gremite di figure di uomini, donne, animali, titani in movimento, in bassorilievi così sottili nella pietra intagliata da sembrare affreschi.

Su ogni lato del muro perimetrale si aprono delle porte; l’ingresso principale conduce al tempio centrale dopo un viale di quasi 500 m, passando tra due biblioteche e due vasche rituali. Il tempio principale, quello appunto noto come Angkor Wat, è una struttura di tre piani in laterite disposta attorno ad una piazza tra intrichi di gallerie, tra di loro interconnesse. Agli angoli del secondo e del terzo piano si elevano delle torri con cupole appuntite (la loro forma è simile a quella di un bocciolo di loto); la torre centrale è alta ben 55 metri da terra. La parte esterna e visibile è invece in blocchi di pietra arenaria, in cui l’architettura khmer, di cui Angkor Wat rappresenta il massimo esempio, si specializzò nel XII secolo. Si può ammirare in questa struttura una combinazione unica al mondo tra il tempio-montagna e la successiva tipologia di templi a gallerie concentriche; essa simboleggerebbe il Monte Meru, la casa dei dei.

Per raggiungere Siem Reap si possono prendere bus turistici da Bangkok; occorre ricordarsi però che alla dogana ci sono le tasse d’ingresso. Da Siem Reap si può raggiungere Angkor noleggiando una bicicletta o una moto, oppure facendosi portare sul posto da un cyclo o remorque-kang (una bicicletta che traina un carretto), o da un remorque-moto (piccole moto con un rimorchio).

La spettacolarità della costruzione e la simmetria delle sue linee sono esaltate dall’abbraccio della luce del tramonto, verso la cui luce Angkor Wat è orientato: è consigliabile quindi soprattutto essere in loco a fine giornata.

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