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La Kyoto antica: dai giardini zen al tempio di Nanzen-ji
La Kyoto antica: dai giardini zen al tempio di Nanzen-ji
La Kyoto antica: dai giardini zen al tempio di Nanzen-ji
La Kyoto antica: dai giardini zen al tempio di Nanzen-ji
La Kyoto antica: dai giardini zen al tempio di Nanzen-ji

Pietre e ghiaia. Due soli elementi per rappresentare il dinamismo della natura, lo scorrere dell’acqua, un fiume che va a scontrarsi deciso contro il caos della terra. Da sempre, tema portante dei giardini zen, usati dai monaci giapponesi per la meditazione. Luoghi di culto, o anche semplicemente attrazioni turistiche per i curiosi visitatori che cercano di trovarci il significato profondo, spesso nascosto alla vista che s’impegna solo ad ammirarne l’apparentemente disordinata perfezione geometrica.

E’ Kyoto la città più rappresentativa di tale fenomeno, con i suoi bellissimi templi attorniati dai giardini zen che fanno da ingresso e contorno agli edifici: uno dei più affascinanti è sicuramente quello di Nanzen-ji, che comprende anche diversi templi minori. Immerso nel verde, vede la sua nascita intorno ai primi anni del XIII secolo, e fu convertito in tempio zen dopo la morte dell’imperatore Kameyama, a cui era dedicato, nel 1291. Oggi, l’edificio è sede della scuola Xen. Prima di varcare la soglia d’entrata, non si può fare a meno di ammirare l’imponente San-mon, porta d’ingresso (ricostruita nel 1628 in seguito ad un incendio) caratterizzata dalla presenza di pezzi di legno ad incastro e dall’assenza di chiodi.

All’interno, oltre al Giardino della Tigre che Balza, è presente una grande sala – chiamata Hojo – che ospita diverse riproduzioni di tigri.
Idee e concezioni diversissime dalle nostre, certo, ma che proprio per questo credo meritino un approfondimento, magari seduti su un tatami ad ammirare la magia degli elementi, che continuano a scorrere, fermi, senza badare al tempo.

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