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Isole Cook: nell’Oceano Pacifico
Isole Cook: nell’Oceano Pacifico

Il Comandante Cook le scoprì nel 1773 e diede ad esse il suo nome: Isole Cook. Diventate protettorato britannico, passarono sotto il domino della Nuova Zelanda dal 1901 fino al 1965, quando assunsero l’attuale forma di autogoverno, anche se di fatto sono ancora dipendenti dalla Nuova Zelanda.

Le isole Cook sono 15 isole intinte nell’Oceano Pacifico, nel cuore del cosiddetto “triangolo polinesiano” (Tonga e Samoa a ovest; Tahiti e isole della Polinesia francese a est) e si dividono in due sottogruppi: isole Cook meridionali ( Aitutaki, Atiu, Mangaia, Manuae, Mauke, Mitiaro, Rarotonga e Tatkueta)e isole Cook settentrionali (Manihiki, Nassau, Palmerston, Perhyn,Pukapuka, Rakahanga e Suwarrow). Le prime costituiscono il 90% dell’intero arcipelago e sono isole di origine vulcanica, fatta eccezione per Palmerston e Manuae che sono piccoli atolli. L’isola più grande è Rarotonga e la più piccola è  Takurea. Le isole settentrionali, a causa dell’assenza di acqua dolce, sono inospitali e quindi scarsamente popolate. Si tratta principalmente di atolli corallini.

Il paesaggio nelle isole Cook è caratterizzato sia da montagne che da banchi corallini e da atolli. Questi ultimi, quasi piatti, sono invisibili da lontano e sembrano comparire dal nulla quando ci si avvicina.

Rarotonga è l’isola che presenta una flora  più diversificata: se le spiagge sono orlate da palme di cocco, nell’entroterra si trovano felci e alberi altissimi, oltre a piantagioni di agrumi. La specie più diffusa nell’intero arcipelago è il Pandanus, utilizzato per la costruzione di cesti e tappeti. Sugli atolli, a parte le palme di cocco, non si trova molta vegetazione.

La fauna è composta da animali endemici, tra cui ricordiamo i pipistrelli Frigivori, il rondone di Atiu, il martin pescatore e il Kakerori (pigliamosche di Rarotonga a rischio di estinzione) e da animali importati, come il topo e il maiale. Nelle acque vivono molti pesci pappagallo, cetrioli di mare e megattere.

Assolutamente consigliato è lo snorkeling per ammirare le meraviglie dei fondali. A Mauke  ci sono diverse grotte interessanti ma purtroppo solo gli speleologi sono autorizzati ad andarci. Nella capitale Aiutaki si possono fare escursioni in barca ed “escursioni alla ricerca dei motu”, piccole isole di sabbia e palme situate lungo la scogliera corallina. Anche se può sembrare bizzarro, nell’arcipelago è diffuso il ciclismo, per questo è facile poter noleggiare delle biciclette. Inoltre, visite organizzate permettono di addentrarsi nella fitta giungla.

Gli abitanti delle Isole Cook sono per la maggior parte polinesiani di etnia maori che parlano maori: sono quindi imparentati con i vicini Neozelandesi. Tuttavia, l’inglese è considerata la seconda lingua e viene parlata fluentemente. Gli abitanti dell’arcipelago sono considerati i migliori danzatori di tutta la Polinesia, addirittura più bravi dei Thaitiani. Le loro danze sono estremamente sensuali e vengono eseguite in onore di Tangelo, dio della fertilità e del mare. Gli stranieri (chiamati “papaya” dai locali) vengono chiamati a unirsi al ballo durante le divertenti “Island nights”.

L’artigianato è rinomato per le preziose asce tradizionali (con lama in pietra e manico in legno intagliato), i caratteristici copricapo di piume e le “tivaevae” (specie di copriletto).

La cucina delle Isole Cook vanta  succulenti piatti a base di pesce (com’è ovvio, visto che siamo in un’isola del Pacifico!) come l’ Ika mata (pesce crudo in salsa di cocco), ma si possono gustare anche patate dolci, il poke (budino di pane) e l’anga Kuru akaki ia (frutto dell’albero del pane farcito. Chi volesse mangiare carne, sappia che viene importata quasi tutta dalla Nuova Zelanda. Tuttavia, i buongustai devono essere avvisati che per assaporare  la cucina locale dovranno avere il “portafogli gonfio”. Importante, mi raccomando, è bere solo acqua in bottiglia per evitare malattie.

Nelle isole Cook è sempre festa: l’intero anno è fitto di eventi e manifestazioni: La festa più importante è quella della Costituzione. Poi ci sono anche il Cultural Festival week, il festival floreale e l’Island Dance Festival Week.

Un’unica raccomandazione: Se si va nelle Isole Cook durante la stagione umida bisogna fare molta attenzione a essere “ben coperti e attrezzati” contro eventuali punture di insetti che rischierebbero di rovinare la gioia della vacanza.

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