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Linguadoca Rossiglione, nella Francia più sconosciuta e affascinante
Linguadoca Rossiglione, nella Francia più sconosciuta e affascinante
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Linguadoca Rossiglione, nella Francia più sconosciuta e affascinante
Linguadoca Rossiglione, nella Francia più sconosciuta e affascinante

Quando si parla di Francia, la mente vola subito a Parigi o alla Costa Azzurra, non considerando  una parte più sconosciuta, ma non per questo meno bella, di questo Stato. Si tratta della “Linguadoca- Rossiglione”, una ridente regione situata nel sud francese. Il suo bizzarro nome deriva dalla famosa “Langue d’Oc”, dove “Oc” sta per Occitano e identifica l’antico modo Gallo-Romano per dire di sì. Quest’area è ricca di storia, castelli, abbazie, chiese e bellezze naturali da togliere il fiato. Molto numerose sono le città qui situate, a cominciare da Montpellier, la capitale della regione. Si tratta di una città molto giovane rispetto alle altre occitane, la cui popolazione è in costante crescita, facendo registrare addirittura un raddoppio negli ultimi cinquant’anni. Montpellier è inoltre famosa per la sua università, dove Petrarca iniziò gli studi.

Tra le altre note distintive di questo comune c’è l’atmosfera calda e rilassata, nonché i suoi splendidi edifici, tutti simboli di un nucleo in espansione, che, nonostante i tempi difficili, si fa sempre più florido. La particolarità delle città occitane è che ognuna di esse riporta caratteristiche diverse, che provengono direttamente dal passato e , da allora, sono rimaste immutate. Né è un esempio Nimes, la quale, nonostante si trovi nella stessa regione di Montpellier, è completamente diversa da questa. Si tratta di una città di origine romana,di grande importanza durante l’Impero Romano, grazie alla sua posizione, che la vedeva ubicata lungo la Via Domitia, la strada che collegava Spagna e Italia. La caratteristica principale di questo splendido comune è proprio il contrasto creato dalla presenza di edifici moderni e antichissimi, che convivono nel medesimo spazio.  Tra i monumenti più rilevanti troviamo L’Arena di Nimes, un anfiteatro romano tra i più grandi al mondo, alto 21 metri e con una capienza di 13000 posti a sedere.

Durante le invasioni barbariche, l’anfiteatro fu poi trasformato in fortezza e diede riparo alla popolazione locale. Negli anni venne rilegato agli usi più disparati,  ospitando addirittura esercizi commerciali, per poi tornare a svolgere il suo ruolo originario, in veste di teatro e arena, dove, ancora oggi, vengono inscenate corride e spettacoli vari. Importantissimo è il tempio romano della Maison Carrée, uno dei meglio conservati al mondo. Costruita tra il 19 e il 16 a.C. da Vispanio Agrippa e dedicata ai figli dello stesso, questa struttura deve la sua ottima conservazione al fatto di essere stata utilizzata come chiesa cristiana nel IV secolo, nonché in veste di sede di diverse istituzioni pubbliche cittadine. Nel corso della storia, il tempio ha subito pesanti trasformazioni, assumendo addirittura la funzione di stalla durante la Rivoluzione francese. Dal 1823 è adibito a museo e ospita spesso importanti esposizioni temporanee. Anche la Tour Magne, la principale torre della cinta fortificata romana, così come I Giardini della Fontana e il Castellum (punto di arrivo dell’acquedotto), meritano di essere visitati. La terza delle principali città occitane è Perpignan, centro di origine preromana sviluppatosi con connotazioni urbane solo in età medievale.

Questo comune è noto anche per uno stravagante motivo: sarebbe infatti la patria di Lady Oscar, la celeberrima eroina dei cartoni animati,la cui omonima saga pare prendere esempio da una giovane realmente vissuta a Perpignan, dove è possibile ammirarne la casa con museo annesso. Da vedere assolutamente è il Palazzo dei Re di Maiorca, il Castillet (monumento emblematico della città), la Cattedrale di St. Jean e l’edificio gotico della Loge de Mer. Oltre che essere una fucina di storia, la regione della Linguadoca è anche un paradiso dal punto di vista naturale. Fiumi, gole, montagne e arene naturali sono sparse infatti lungo tutto il territorio. Da non lasciarsi sfuggire sono Les Orgues de Roussillon, spettacolari dirupi scolpiti a forma di organo da vento e pioggia, così come il Cinque de Moureze, una gigantesca roccia dolomitica scolpita dalla pioggia e circondata da numerosissimi sentieri, perfetti sia per tranquille passeggiate che per impavide scalate. Da qui è anche possibile vedere il Lago di Salagou, che offre un panorama ai limiti della fantascienza, grazie alle sue collinette dalla forma strana e alla singolare terra rossa che lo circonda.

Ma i segreti di questa ricchissima regione non finiscono qui. Oltre alle bellezze naturali e al patrimonio artistico, la Linguadoca ha una radicata tradizione gastronomica. I luoghi ideali dove gustare le prelibatezze zonali sono le Brasserie, ovvero locali informali dove gustare piatti locali innaffiati da gustose bevande del posto, il tutto a prezzi modici. Tra le prelibatezze servite da queste deliziose trattorie, le piazza d’onore spettano al Cassoulet, un piatto che mischia fagioli a diversi tagli di carne suina, alla Brandade, una pietanza a base di merluzzo dissalato lavorato con olio e latte e servito con “blinis”, ovvero crepes di grano saraceno, alla Tiella, che rappresenta l’incontro tra l’uomo e il mare ed è una specialità a base di polpo e pomodori e per finire all’Aligot, una purea a base di patate, Tome fresco e aglio. Insomma, come si può denotare, una vacanza in Linguadoca, non corre certo il rischio di essere dimenticata!

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