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Lione e “la festa delle luci”, in Francia
Lione e “la festa delle luci”, in Francia
Lione e “la festa delle luci”, in Francia
Lione e “la festa delle luci”, in Francia
Lione e “la festa delle luci”, in Francia

Lione, la città francese capoluogo della regione Rodano-Alpi, è splendida tutto l’anno, ma c’è un periodo particolare in cui la sua bellezza brilla ancora di più. Dall’8 all’11 dicembre, infatti, va in scena La Festa delle Luci, una ricorrenza che si festeggia da ormai 150 anni e che, ogni anno, riscuote sempre più successo. Questa festa ha origini antichissime, nonché un profondo significato. Nel 1643, in occasione della fine della terribile pestilenza che afflisse il sud della Francia, i notabili lionesi fecero voto alla Vergine Maria, giurando che, per la grazia ricevuta, le avrebbero reso omaggio ogni anno. Da allora, l’8 settembre, festa della natività di Maria e della consacrazione della città di Lione alla Vergine, si svolge un corteo in onore della Madonna, il quale giunge fino a Fourvièrte, dove sorge una chiesa dedicata a Notre-Dame. L’8 settembre 1852, all’interno di questa chiesa, doveva essere inaugurata una nuova statua della Vergine, ma, a causa di un alluvione, la cerimonia fu rinviata all’8 dicembre, ricorrenza dell’Immacolata Concezione. Per l’inaugurazione era prevista una festa in grande stile, con fuochi artificiali e bande. Per rendere il tutto ancor più grandioso, i cattolici proposero di illuminare le facciate delle case, come era d’uso nelle grandi occasioni. Ma la mattina dell’evento, un forte temporale colpì Lione e il tutto fu spostato la domenica seguente. Nel pomeriggio, però, il tempo migliorò e la popolazione cittadina, che tanto aveva atteso quella data, accese spontaneamente le luci delle proprie abitazioni e scese nelle strade cantando e urlando “Viva Maria”. In contemporanea, dei fuochi del Bengala accesi all’ultimo momento illuminavano la strada e la chiesa. La celebrazione ebbe talmente successo e piacque talmente tanto ai cittadini che da allora si tiene ogni anno.

La tradizione vuole che gli abitanti di Lione non conservino solo l’albero di Natale e le decorazioni natalizie, ma anche una buona scorta di candele, da porre dietro vetri colorati per l’8 dicembre. Per queste quattro notti di festa, la città si veste di luce in ogni suo angolo, a cominciare dai monumenti. Place des Terreaux, Place des Jacobins, Place Bellecour e la facciata dell’Hotel Dieu, diventano emblema della luce usata come creazione ludica. In concomitanza,  alcune scenografie permettono di riscoprire il patrimonio e la storia singolare di alcuni luoghi-simbolo della città, quali l’Opéra, la chiesa Saint-Nizier e la collina di Fourvière. Questo singolare evento permette poi sia ai lionesi che ai turisti, di recarsi in luoghi insoliti, diversi dal classico itinerario che si svolge quando si visita la città. Il comune, infatti, ogni anno, illumina a festa nuovi monumenti, aprendo al pubblico, per l’occasione, luoghi altrimenti inaccessibili. Né è un esempio l’edizione 2006, dove è stato aperto il cortile interno del Municipio, dando la possibilità ai visitatori di passeggiare nei suoi sconosciuti spazi. Un ruolo chiave assumono i fiumi che attraversano Lione, la Saona e il Rodano, i quali, grazie ad alcuni giochi di luce, rendono ancora più suggestiva la già emozionantissima atmosfera. La poesia offerta dalla città risplende grazie alla presenza di più di 70 progetti luce, uniti alle animazioni rionali, che riescono a dare un tocco intimo anche ad una manifestazione così grande. Oltretutto, l’8 dicembre,in apertura della grande festa,  i visitatori sono invitati a partecipare alla realizzazione di un affresco gigante di lumicini, allo scopo di aiutare ogni anno un’associazione caritativa diversa. Oltre a rappresentare i veri re della festa, questi lumicini rievocano anche il motivo vero e antico di questa ricorrenza: la solidarietà e la generosità.

Oltre  alla presenza delle luminarie “ufficiali”, ovvero quelle poste dal comune, molto sentita è anche la partecipazione degli abitanti, che per l’occasione accendono spontaneamente le candele sulle finestre di ogni abitazione. Mediamente, a  quest’evento partecipano qualcosa come 4 milioni di visitatori per edizione, e, oltre a quella dei turisti, si aggiunge la presenza di  creatori provenienti da ogni angolo di mondo e specializzati in qualsiasi attività, per i quali la manifestazione costituisce una vetrina importantissima per far conoscere i loro prodotti. Come se non bastasse, durante la Festa delle luci, il capoluogo della regione Rodano-Alpi è letteralmente invaso dalla presenza di mercatini natalizi, come quello di Place Carnet e perfino da quella di suggestive casette di legno, allestite con le merci più disparate, dall’abbigliamento ai prodotti gastronomici. Impossibile è poi resistere al profumo dei panini e dei dolci fatti in casa che aleggia nell’aria, i quali vengono serviti “on the road”, grazie alla presenza di appositi banchetti. Durante questi quattro giorni di festa, grande rilievo assumono anche i prodotti tipici gastronomici lionesi, tra i quali ricordiamo i formaggi l’Epoisses, Vacherin, Cantal, Pipo Crem, Raclette, Roquefort, Emmenthal francais, il salame tipico, i Papillotte (dolcetti tipici natalizi), il Cuscino di Lione, dolce di pasta di mandorle con ripieno di cioccolato profumato al liquore e la Pogne de Romani, una sorta di croissant con essenza ai fiori d’arancio. In conclusione, non rimane che lasciarsi illuminare dallo splendore della Fete des lumières.

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