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Bretagna: terra di forti emozioni. In Francia

La Bretagna è un incontro indelebile: puoi amarla o odiarla ma di sicuro non può lasciarti indifferente. Puoi porti mille domande ma non puoi farlo con noncuranza. Più che una regione arroccata nella punta settentrionale della Francia, è un pianeta che si staglia possente, imperioso fra gli sferzanti venti gelidi del nord e le burrascose acque bianche del maestoso oceano Atlantico. La Bretagna vive, pulsa. La senti vivere in ogni angolo che scopri selvaggio, la senti pulsare ogni volta che vedi i gabbiani passeggiare per le vie di città che pullulano di vita, di giovani, di arte, di cultura, di orgoglio.

Più che una regione è un pianeta dove la vita viene vissuta in maniera vera, completa, dove ogni scorcio di oceano è frastagliato da nuvole bianchissime che contrastano un cielo azzurro come lo smeraldo, dove lo sguardo della gente ti dice molto di più di centinaia di parole, dove il sapore dell’aria ricorda quello della birra forte, del tabacco, dei crostacei. Regione di marinai e di leggende, la Bretagna è una terra che seduce all’istante. Viaggiare in Bretagna è come sobbalzare continuamente. Anche scrivere della Bretagna è un sobbalzo continuo.

La luce del sole si rifletteva sull’Oceano con riverberi di un azzurro carico. L’enorme diga che collega St. Malo a Dinard ci permette di risparmiare circa 30 km per arrivare a Mont St. Michel. Lo spettacolo è mozzafiato: un cielo grigio e minaccioso fa da contraltare all’abbazia modellata sul granito più di 1000 anni fa. La marea si è completamente ritirata: il monte è circondato solo da sabbia gialla finissima, vento e gabbiani. Lo spettacolo dalla somma del monte è da togliere il fiato. Una serie di puntini quasi impercettibili su un deserto giallo senza dune si dirige verso un’oasi verde a più di tre km di distanza: sono uomini, turisti che lottano contro il tempo. Ritardare di anche solo un minuto è morte certa: due metri di acqua salata non tarderanno a riempire il deserto e farlo ritornare mare.

La Bretagna sorge su una distesa di granito. Granito di tutti i colori: rosso, grigio, rosa. Un’intera costa di fronte all’isola di Breath è rosa. Granito rosa. Per km da Paimpol a Perros-Guirec abbiamo percorso tratti di costa di rosa levigato a strapiombo sull’oceano: uno stillicidio di fari, porticcioli con barche in secca per la bassa marea, pioggia, spiagge chilometriche la mattina e minuscole la sera, acqua freddissima, nuvole minacciose e vegetazione rigogliosa. In Bretagna abbiamo respirato tanta spiritualità: le maestose cattedrali di Cancale, St. Malo, e Tréguier svettano bianche con limperioso orgoglio gotico che le contraddistingue. Al loro interno non è raro trovare statue di Cristo imponenti: 8 metri di ebano nero illuminati da splendide finestre ornate con mosaici coloratissimi.

Emozionarsi davanti ad un tramonto è scontato. Provare i brividi per il giallo ocra del sole coperto dalle nuvole e per il blu cristallino del mare in un raro momento di tregua del vento, non lo è per niente. Ogni giorno eravamo alla ricerca di una scogliera affacciata sull’oceano o di uno delle migliaia di fortini medioevali da cui si poteva dominare il mare, il vento, i sogni. Ogni giorno partiva la caccia al punto di osservazione migliore: pointe de Dinan , pointe des espagnoles Pointe de Pehnir nella penisola di Crozon, il Cap Frehel, Pointe du Raz vicino a Morgat. Decine di scogliere modellate dalla forza del mare, spazzate dalla sua schiuma bianca.

In ognuna trovavi gente come te che si fermava a guardare il sole delle 23 che piano piano moriva nel mare. Lo stesso sole che pian piano faceva bruciare il blu dell’acqua quasi facendola bollire in migliaia di toni di giallo. In Bretagna, la vela è necessità, scuola di vita. Gli spinnaker sgargianti si contrappongono prepotentemente con il grigio del cielo appena prima della tempesta estiva che, immancabile, arriva ogni giorno. I bambini bretoni non praticano vela: la vivono, la respirano, la trasudano. Dappertutto abbiamo visto bambini a bordo di piccolissimi optimist, guidati dal loro senso di innata acquaticità, solcare le acque calme dei porti selvaggiamente calmi.

A fare da cornice a questo spettacolo di luci e colori, cuccioli di gabbiano che imparano a volare e che aspettano sornioni, galleggiando sull’acqua, che il sole si facesse più alto per potersi riscaldare. In Bretagna, il mare è tutto: detta le regole della vita e anche della morte se è vero, come dice la tradizione, che le anime dei moribondi scelgano di andarsene quando il mare è in bonaccia, rompendo il magico e fragile equilibrio tra flusso e riflusso dell’acqua.

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