Ampia piazza, realizzata tra il 1741 ed il 1780. Originariamente chiamata Opernplatz è stata in seguito ribattezzata dalle autorità della RDT (Repubblica Democratica Tedesca) August Bebel Platz, in onore del cofondatore del Partito operaio socialdemocratico. Il vecchio nome non fu mai riabilitato per il ricordo del famigerato e tragico rogo dei libri del lontano 10 Maggio 1933. Per ordine di Joseph Goebbels (Ministro della propaganda nazista) si bruciarono migliaia di opere e pubblicazioni di autori tedeschi e non. Un esempio può essere dato dalle opere ormai perdute di Erich Maria Remarque o anche Ernest Hemingway.
Al centro della piazza vi è tutt’oggi un pannello di vetro nel pavimento dove all’interno si possono leggere le parole di Heinrich Heine “Chi brucia i libri, presto o tardi arriverà a bruciare esseri umani” . Il poeta tedesco, nato a Düsseldorf il 13 dicembre 1797 e morto a Parigi il 17 febbraio 1856, era di origini ebraiche e fu anche un importante filosofo collocato nelle file della sinistra hegeliana. Le sue lungimiranti parole si possono ora leggere attraverso quella lastra di vetro su di una targa ricordante l’accaduto.
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Autore: Susanna Bonomo
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