Tutto, a Tel Aviv ricorda il giovane, il nuovo, il moderno: a cominciare dalla data della sua fondazione, il 1909, appena un secolo fa. Fin dalla sua nascita, diventa la città simbolo per quella parte di Palestina che vive nel lusso, attenta alla moda, anche un po trasgressiva. Chi va a Tel Aviv non deve aspettarsi un soggiorno dall’impronta culturale o, meno che mai, religiosa. Qui ci si viene per divertirsi, per fare “clubbing”, ovvero girare tutta la notte per i locali più alla moda, ballando con i migliori dj internazionali. Una sorta di Riviera Romagnola palestinese, insomma.
Il clima lo permette quasi tutto l’anno, così il tour dei party inizia dal lungomare. I primi drink si bevono, com’è usanza, al Le Mer o al Sakaya. Clientela più variegata al Mike’s Place o al Buzz Stop. La resistenza all’alcol e un po’ di soldini non guastano, soprattutto se si vuole incontrare qualche bellezza del posto. I luoghi giusti sono il Minzar, in zona Kikar Magen David oppure il Betty Ford, dalle parti di Nahalat Binyamin Street.
Dopo le 22, cominciano ad aprire i night più fashion: è l’ora giusta per recarsi a Lilienblum Street, dove si concentra il meglio del meglio: Nanuchka e Shesek sono due nomi per tutti. Non si è fatto davvero clubbing se non si è passati a prendere almeno un mojito qui! Per chi non vuole solo bere alcolici, ma anche scatenarsi in pista, l’appuntamento è verso le 3 del mattino al Porto Vecchio dove si trovano il TLV Club oppure il Move. Ma poiché l’effervescente vita notturna è in continuo fermento, il consiglio è quello di procurarsi una buona guida (locale) per recarsi nei posti all’ultimo grido: la facilità con cui cambiano le mode e i bar lascia davvero senza parole l’inesperto viaggiatore!
Autore: Laura Landi
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