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Visitare Gorizia, in Friuli Venezia Giulia
Visitare Gorizia, in Friuli Venezia Giulia
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Visitare Gorizia, in Friuli Venezia Giulia

Ai confini dell’Italia troviamo la Francia a Ovest, la Svizzera e l’Austria a nord, e la Slovenia ad est. Proprio nella parte più orientale della nostra Penisola, si trova il punto focale di congiunzione fra il mondo latino e quello slavo: Gorizia. Situata in Friuli-Venezia Giulia, la suddetta città ha una popolazione di soli 35.980 abitanti, ma nonostante questo, è capoluogo di provincia. Il suo misterioso nome deriva dal sostantivo sloveno “gorica” , che significa collina e, essendo un toponimo comune nella zona, sta probabilmente ad indicare il ripopolamento dell’area ad opera di genti slave, dopo le devastanti incursioni degli Ungari nel IX secolo. Geograficamente parlando, la città è bagnata dal fiume Isonzo e si affaccia sulla pianura isontina, circondata dalle dolci colline del Collio. Per quanto riguarda la storia, fin dal I secolo a.C. erano presenti nel territorio occupato dall’attuale Gorizia due centri abitati romani di modesta entità. La fondazione della città avvenne nell’anno 1000 e fino alla Prima Guerra Mondiale, il territorio Goriziano costituì un crocevia tra la civiltà latina, quella slava e quella germanica. Molto rilevante fu per Gorizia il lunghissimo periodo trascorso sotto il dominio asburgico, che durò dal 1509 fino a quattro secoli più tardi, fatta eccezione per la breve parentesi napoleonica (dal 1809 al 1813).

Il dominio da parte degli Asburgo portò in città grandi trasformazioni, sia dal punto di vista culturale che da quello linguistico. L’entrata di questo capoluogo di provincia nel Regno d’Italia è datata 1921, ma, in seguito, la Seconda Guerra Mondiale ha inflitto a Gorizia la perdita di gran parte del suo naturale entroterra. In seguito,  grazie all’affrancamento della Slovenia dalla ex-Jugoslavia e all’ampliamento ad oriente del territorio comunitario, la città è attualmente fiorente e ha saputo ritagliarsi un ruolo all’interno dello stato italiano. A causa del suo ricco passato storico e a tutti gli avvenimenti che l’hanno segnata, Gorizia vanta oggi moltissime attrattive, tutte da vedere. La visita può cominciare dall’omonimo Castello, il quale sorge su un’altura che domina tutta la vallata.  La fortezza si distingue per la sua forma pentagonale, la cinta muraria e le torri angolari. Costruito in età medievale, il castello ospita oggi il Museo del Folklore ed una ricca Pinacoteca di artisti moderni tedeschi e veneti. Questo capoluogo di provincia è dotato di un borgo antico, dove giacciono due palazzi storici, ovvero quello di Dornberg e quello di Tasso, che sono sede dei famosi Musei Provinciali, dove si possono vedere raccolte etnografiche, di moda, archeologiche e sulle Guerre Mondiali. Da visitare è anche il Duomo della città che, come gran parte dei monumenti della stessa, ha subito ingenti restauri, dovuti ai danni riportati dopo le guerre.

Infatti, la facciata della suddetta chiesa è moderna, ma, al suo interno, si possono ammirare alcune parti originali datate 1682, nonché una cappella gotica di rara bellezza. Un’altra chiesa particolarmente rilevante è quella di S. Ignazio, che spicca per la sua grandiosa facciata, coronata da due torri campanarie dal gusto tipicamente germanico. Queste meravigliose torri sono opera di un allievo di padre Andrea Pozzo, uno dei massimi artisti del tardo Barocco romano. Affascinanti sono anche i numerosi affreschi posti all’interno dell’edificio, raffiguranti la vita di S. Ignazio, cui la struttura è dedicata.  Gorizia, grazie alla lunga lista di popoli e dinastie che l’hanno dominata,  vanta una grande quantità di palazzi da vedere. Tra tutti spicca Palazzo Attems-Petzenstein, edificato nel 700’. Questa costruzione si distingue per la presenza di statue e balaustre, nonché di enormi paraste che ne ornano la facciata. Un altro gioiello Goriziano è Villa Coronini, costruita nel 1594 e composta da più di trenta sale e una cappella.

Nella Pinacoteca si conservano preziosissimi dipinti, appartenenti ad artisti del calibro di Tintoretto e interessante è anche la collezione di monete, oreficerie, porcellane e ceramiche presente all’interno della villa, nonché il suo monumentale parco all’inglese, un vero proprio tripudio di statue e fontane. Nonostante si tratti di una città di dimensioni piuttosto piccole, Gorizia è una fucina di risorse e cose da vedere. Nel territorio Goriziano, grande rilevanza hanno anche i percorsi enogastronomici. Grazie alla presenza delle colline del Collio, la produzione vinicola è molto sviluppata, con una gamma di bianchi e rossi molto pregiati. La cucina locale incarna invece una sintesi felice di tre diverse culture: quella friulana, quella slovena e quella austriaca. A dimostrare la vivacità del settore enogastronomico c’è l’ideazione del Comitato per la Valorizzazione Prodotti Tipici Goriziani, un ente che vede la collaborazione degli imprenditori agroalimentari zonali e del Comune di Gorizia. Tra i prodotti della terra spiccano il radicchio di Gorizia, la verza di Sant’Andrea, la Brovada (rapa a colletto viola), i funghi prataioli e pioppini, le ciliegie di Collio e la profumatissima lavanda. Anche l’olio di oliva Carbona, il miele, le grappe,i liquori e il caffè sono protagonisti della produzione tipica Goriziana. Il dolce caratteristico è invece la Gubana, basato sui sentori dolci-asprigni degli agrumi. In conclusione, per scoprire i perfetto intreccio che esiste tra la cultura latina e quella slava, una tappa a Gorizia è immancabile.

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