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Gaeta: museo all’aria aperta e non solo
Gaeta: museo all’aria aperta e non solo

Quando mi dipartì da Circe, che sottrasse me più d’un anno là presso Gaeta”. Non fu solo Ulisse a trattenersi in questo luogo ma anche Enea vi indugiò, facendo seppellire qui la sua nutrice. Secondo il parere di Strabone, il nome di Gaeta (Latina) deriva da “kaietas” o “kaiattas”, che in greco significa “curva, cavità” dove i navigatori si potevano rifugiare in caso di tempeste.

Già in epoca romana Gaeta era un rinomato luogo di villeggiatura per imperatori e porto importante. Nell’ultimo secolo della repubblica, sulle circostanti colline iniziarono a sorgere imponenti ville, giardini, ninfei e mausolei di cui abbiamo ancora testimonianza: in cima a Monte Orlando si trova il mausoleo Lucio Munazio Planco, che contiene al suo interno una statua a lui dedicata. A forma cilindrica, è alto 13.20 m con un diametro di 29.50 m ed è coronato da ornamenti guerreschi. Fu fatto costruire dal generale di Cesare.

Un altro Mausoleo, di Lucio Sepronio Atratino, è situato sulla collina Atratina. Oggi ridotto al solo scheletro, ha una circonferenza di 114 m,  è alto 13.30 m e il torrino misura 4.80 m in più. Nei pressi del mausoleo sono osservabili resti di ville romane, fra le quali si trova quella dello stesso Lucio Atratino. Non si hanno notizie precise, invece, riguardo al Mausoleo Romano, detto Sepolcreto Marittimo: per taluni tomba di un patrizio romano dell’età di Adriano, per altri la tomba di Cicerone. A forma rettangolare, è composto da una cella funeraria cruciforme a quattro grandi nicchie e da un vestibolo con volta a botte. La costruzione venne adibita, dal medioevo fino a poco tempo fa, a stalla e magazzino.

Diventata fiorente ducato nel IX secolo, Gaeta fu base per la conquista del regno di Napoli e oggetto di varie dominazioni (normanna, sveva, angioina, durazzesca e aragonese) che hanno contribuito, con la costruzione di notevoli edifici,  a dare al paese un’ impronta storico-artistica: in primis, il Castello. Ciò che oggi noi possiamo vedere della struttura viene chiamata Castello Angioino-Aragonese perché composta in due momenti storici differenti: in basso si trova l’edificio “Angioino” e più in altro si trova l’edificio “Aragonese”, fatto costruire da Carlo V. E proprio quest’ultimo fece edificare un’alta muraglia difensiva sotto la quale venne collocato l’ingresso principale della città, al giorno d’oggi conosciuto coma Porta Carlo V (o della Cittadella) e che per secoli costituì l’unico accesso a Gaeta via terra.

Nel 1740 ci furono altre opere difensive da parte di Carlo III.

Dal punto di vista storico-architettonico si consiglia di visitare  il Palazzo Ladislao e le molte chiese. La moltitudine di monumenti e chiese presenti a Gaeta la rendono una sorta di museo all’aria aperta!

Ma a Gaeta c’è anche natura, come dimostra il Parco di Monte Orlando: istituito tale nel 1986, è costituito da 53 ettari situati sul versante settentrionale della massa calcarea di Monte Orlando. Le spaccature del terreno nel corso delle ere geologiche hanno generato una meraviglia naturale come la Montagna Spaccata, una spettacolare fenditura che taglia in due la roccia calcarea del promontorio  arrivando fino al mare. La natura (calcarea) del terreno del parco favorisce lo sviluppo della macchia mediterranea, formata da numerose essenze aromatiche. Sono presenti stupendi esemplari di carrubo, pino di Aleppo, lentisco, mirto e palma nana. Se nel sottobosco si aggirano ricci e piccoli roditori, sulle falesie nidificano falchi pellegrini e passeggiando si può udire il canto di molti passeri e vedere gabbiani e upupe in volo.

Il tratto di mare antistante il parco è chiamato Oasi Blu ed è in concessione al WWF. Caratterizzato da spettacolari falesie calcaree che si gettano in mare fino a una profondità di 18 m, i suoi fondali rocciosi raggiungono i 40 m dove si trovano numerose grotte marine, come la Grotta del Maresciallo. Nell’Oasi Blu si possono fare escursioni subacquee.

Da non dimenticare le sette spiagge, tra le quali quelle più rinomate sono la Spiaggia di Serapo e la Spiaggia dell’Ariana.

A Gaeta si trovano ristoranti dove si possono gustare antiche ricette. Tra i piatti tipici da non perdere ci sono La Tiella, la pizza, le olive di Gaeta e il pomodoro Spagnoletta.

Se le meraviglie naturalistiche lasceranno a bocca aperta d’estate, il folclore non deluderà d’inverno, in occasione delle feste di capodanno con “Glie Sciuscie”.

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