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Alla scoperta di Triora, il paese delle streghe
Alla scoperta di Triora, il paese delle streghe
Alla scoperta di Triora, il paese delle streghe
Alla scoperta di Triora, il paese delle streghe

Nella provincia ligure di Imperia giace Triora, il comune più esteso di tutto l’imperiese. Situato nella Valle Argentina e facente parte, dal 2009, della Comunità Montana Argentina Armea, questo borgo è situato a 780 m d’altezza, sulle estreme pendici meridionali di un costone montuoso. Nonostante la sua posizione, le temperature, acnhe in inverno,  non sono mai fredde, grazie al buon soleggiamento diurno, che garantisce un costante afflusso di calore.

Il borgo ha origini remotissime, ma impose la sua importanza solamente a partire dall’epoca in cui fu feudo della Contea di Ventimiglia. Grazie alla sua posizione strategica, ricoprì nei secoli un ruolo fondamentale a livello militare, e fu un prezioso alleato per la Repubblica di Genova, che lo acquistò nel 1261. Dopo anni di lealtà verso la suddetta Repubblica, la popolazione triorese, stanca delle tassazioni troppo alte cui era sottoposta, si rivoltò verso Genova, con la quale, però, i rapporti tornarono presto sereni. Dal 1587 al 1589 Triora fu coinvolta nel sanguinoso processo alle streghe, che culminò con cinque condanne a morte. Nei secoli a seguire, il paese si mostrò forte e vigoroso e occupò una posizione di rilievo nella Repubblica Ligure, fino all’arrivo di Napoleone, che saccheggiò la zona e vi apportò ingenti danni. In seguito, nel 1815 Troria passò alla Casa Savoia e nel 1860 al Regno D’Italia. Nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, il tritolo dei tedeschi distrusse interi quartieri e portò al degrado e allo spopolamento del paese, che oggi cerca un rilancio attraverso il turismo.

Le attrazioni presenti a Troria  sono numerose, a cominciare dai monumenti. Tra le architetture religiose spicca la suggestiva Chiesa di San Bernardino, risalente al XV secolo, che presenta una facciata preceduta da un rustico porticato a tre arcate, con colonne e capitelli. Al suo interno si trovano enigmatici affreschi, tradizionalmente attribuiti al pittore Giovanni Canavesio, ma che molti vorrebbero risalenti ad un ignoto pittore toscano. Oltre a questa , da vedere sono anche la Chiesa di Sant’Antonio Abate e quella di San Dalmazzo, la quale sarebbe stata eretta dai monaci benedettini, e al cui interno giace un dipinto raffigurante San Pietro Nolasco, durante la celebrazione della Messa. Degne di nota sono anche la Chiesa della Madonna delle Grazie, risalente al XII secolo e quella seicentesca di S.Agostino. Rimanendo in ambito religioso, meritevoli di visita sono l’Oratorio di San Giovanni Battista e la Collegiata dell’Assunta, che secondo la tradizione sorge su quello che era un tempio pagano. Dopo numerosi restauri, oggi l’edificio si presenta in stile neoclassico e dell’antico prospetto rimane un pregevole portale bianco a ogiva, composto da blocchi di ardesia alternati ad altri di marmo bianco. Al suo interno è presente un importante quadro a fondo oro, raffigurante Gesù Cristo e San Giovanni Battista nel rito del battesimo sulle rive del Giordano.

A Triora, molti sono i luoghi che evocano mistero. Vuoi per il passato tumultuoso ed enigmatico del paese, vuoi per la misticità di alcuni scenari, fatto sta che questo comune suscita non pochi brividi in chi lo visita. Tra i luoghi più suggestivi c’è sicuramente il Monte delle Forche, il quale,  nonostante vi si possa ammirare una magnifica vista di Triora dall’alto, in passato era il luogo dove avvenivano le impiccagioni. Altro luogo misterioso è il cimitero, situato sulla cima di un colle e ricavato dentro una delle cinque fortezze del paese. Se si desidera avere maggiori informazioni sul sottile legame che lega Triora alla stregoneria, da visitare assolutamente è il Museo Regionale Etnografico e della Stregoneria, che offre un percorso legato all’arte, all’artigianato, all’archeologia, alla fauna, alla vita dei campi e dei boschi e, naturalmente, alla storia delle streghe. Numerosi sono anche gli itinerari che permettono di saperne di più su questo all’apparenza ( ma solo a questa) tranquillo e gioviale comune ligure. Tra questi troviamo il percorso che conduce alla scoperta dei serbatoi idraulici di Triora, quello che porta alla scoperta dei luoghi delle streghe e il tragitto che ripercorre le antiche aree cimiteriali.  Passeggiando per le intricate vie trioresi, si rimane inoltre affascinati dai numerosi portali che caratterizzano i vecchi palazzotti nobili, così come dagli sterminati stemmi di casate del passato e dai tanti bassorilievi su pietra nera e ardesia, che inondano il paese di piccole opere d’arte. Degne di nota sono anche le fontane tagliate nella pietra viva e i ruderi dell’antico Castello costruito dai Genovesi nel XIII, allo scopo di difendere i propri confini.

Riguardo l’aspetto gastronomico, il prodotto principale triorese è il pane, dalla classica forma rotonda. Molto apprezzati sono inoltre i formaggi d’alpeggio, tra cui il bruzzo, dal tipico sapore lievemente piccante, così come il miele. Tra i prodotti della terra, invece, i più rilevanti sono castagne e funghi. Fra i piatti tipici locali spiccano le torte di patate e verdure, chiamate paste e cotte ancora sul tripiede. Sublimi sono le patate in -t-a föglia, tagliate a fette e cotte in teglia. Tipici di Triora sono infine i ravioli magri, le tagliatelle, le lasagne con le rape, i bügaeli (grumi di farina di castagne cotti nel latte), i ciapazöi ed i sügeli. Come si può capire, a dominare la scena dei sapori trioresi sono i sapori semplici e antichi, cosa che avviene anche riguardo ai dolci, dove spiccano i turrun natalizi, i canestrelli e le torte  farcite con squisite marmellate. Per coloro che vogliono immergersi in un’atmosfera del passato, piacevolmente avvolti da una coltre di mistero, Triora è senz’altro il luogo giusto.

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