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San Biagio a San Martino in Pensilis

All’alba di ogni 3 febbraio,indipendentemente dalle condizioni meteo, si festeggia a San Martino in Pensilis (CB) la festa di San Biagio, una ricorrenza sentita da tutto il paese.
Quella di San Biagio è una celebrazione antichissima,ripresa con maggior vigore agli inizi del ‘900, dovuto anche al ritrovamento, all’ombra di una grande quercia, dei resti dell’antica cappella dedicata al Santo, dove, raccontano alcuni, sia addirittura comparso il Santo stesso.

Tra San Martino in Pensilis e Guglionesi,sul cui confine sorge la quercia su citata, c’è un antico conto in sospeso.Narra la leggenda che qualora il rito e la processione non vengano rispettate in quel giorno, le spoglie del Santo passerebbero nelle mani di Guglionesi,ed è per questo che i cavalieri sfidano le intemperie pur di non vedersi sottratta la reliquia. Dal mattino presto, lungo le strade del paese, vengono fatti esplodere fuochi pirotecnici, e tre giovani, in sella a cavalli ornati a festa con i colori della squadra vincitrice dell’ultima Carrese, chiamano a raccolta tramite l’uso di un tamburo la popolazione , che li segue verso la chiesa di San Pietro Apostolo per la consueta benedizione.

Qui il parroco benedice una croce di legno che viene passata da cavaliere a cavaliere per essere baciata,successivamente i cavalieri si dirigono verso la contrada San Biase per visitare il luogo dove sorgeva la quercia e la pietra del santo, dalla quale si staccano con martello e scalpello piccoli pezzettini da conservare a protezione delle malattie della gola. E’ solito fare tre giri attorno a quella che una volta era la quercia e pregare ,proprio li in contrada San Biase ancora, è consuetudine mangiare delle pagnotte benedette per alleviare il freddo e la fatica del pellegrinaggio. Alla fine i cavalieri fanno un ultimo giro alla Santissima Trinità e fanno passare la croce di mano in mano anche ai fedeli radunati in piazza che mostrano la loro devozione al santo toccando il simulacro con le spoglie del santo.

Dopo la messa nel tardo pomeriggio , la cerimonia si conclude con la processione del busto del Santo e la benedizione della gola, impartita dai sacerdoti con due candele incrociate.

Curiosità:
San Biagio è stato un medico, vescovo e santo armeno, vissuto tra il III e il IV secolo a Sebaste in Armenia (Asia Minore). E’ rappresentato nelle varie iconografie con un pettine in mano perché narra la storia, venne martoriato dai romani proprio con un pettine di ferro che si usava per cardare la lana.

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