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Cosa vedere ad Asti, in Piemonte
Cosa vedere ad Asti, in Piemonte
Cosa vedere ad Asti, in Piemonte

In un’ampia conca collinare tra il fiume Tanaro e il Monferrato settentrionale, sorge Asti, capoluogo di provincia piemontese di 74.000 abitanti. La particolarità della città è quella di possedere un vasto nucleo antico, che contrasta piacevolmente con una parte moderna.

 La storia artigiana comincia coi romani, di cui era colonia e municipio, i quali  la definivano “Hasta Pompeia”. Divenne in seguito ducato longobardo, contea dei franchi e Comune. Nel 1154 fu saccheggiata e successivamente liberata da Federico Barbarossa, mentre nel secolo successivo divenne un importante centro tessile, bancario e commerciale. I commerci e lo sviluppo urbano calarono però nel periodo delle Signorie, epoca in cui Asti fu dominata da molte famiglie diverse, senza mostrare dunque la stabilità necessaria alla floridezza dei mercati, così come all’aumento della popolazione. Da questo periodo di decadenza, la città si risollevò solamente nel XIX secolo, quando divenne capoluogo del dipartimento francese  del Tanaro. Tra le personalità cittadine più importanti troviamo il celeberrimo poeta Vittorio Alfieri, cui sono intitolate una piazza e una via.

In ambito monumentale, Asti è molto ricca. La visita della città può cominciare dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo, da molti considerata la più importante testimonianza di arte gotica del Piemonte. Anche  la Chiesa romanico – gotica di San Secondo merita di essere visitata. Si tratta di una basilica cattolica tra le più antiche di Asti e, insieme all’adiacente sede comunale e alla piazza omonima, costituisce il cuore della città. E’dedicata al patrono cittadino, ovvero San Secondo, e, stando a quanto stabilito dalla tradizione, sorge proprio nel luogo in cui avvennero il suo martirio e la sua sepoltura.  Interessante anche la cripta di Sant’Anastasio,  costruzione sorta al di sotto dell’omonimo complesso religioso, abbattuto nel 1907, che fa parte del Museo di Sant’Anastasio. Del periodo romano restano invece la Torre Rossa, una costruzione in mattoni rossi, la domus di Via Marrone e i resti dell’Anfiteatro.

 Un tempo, numerose erano le torri che dominavano la città. Oltre alla già citata Torre Rossa, troviamo oggi la Torre Comentina, talmente maestosa da essere la più alta del Piemonte, e la Torre dell’Orologio, uno dei simboli astigiani, che nell’800  aveva l’importante compito di segnare le ore, la ritirata per la notte e l’apertura delle scuole.  Riguardo i palazzi, imperdibili sono Palazzo Mazzetti, edificio barocco che ospita oggi il Museo del Risorgimento e la Pinacoteca civica, così come palazzo Alfieri, molto conosciuto in quanto casa natale dell’omonimo poeta, nonché sede del Centro nazionale studi alfierani. Da vedere è anche il complesso di San Pietro Consavia, composto da quattro edifici databili tra il XII e il XIV secolo, che oggi ospita il Museo Archeo-Paleontologico della città. Questi sono solo alcuni degli innumerevoli attrattive presenti ad Asti, che vanta tra l’altro la particolarità  di essere divisa in 14 territori, secondo le competenze parrocchiali del 1978. Di questi, i quartieri situati nella prima cerchia delle mura duecentesche sono detti “dei nobili”, mentre quelli che si trovano nella seconda cerchia muraria, di epoca trecentesca, dei “borghigiani”.

 Numerose sono anche le manifestazioni che vengono organizzate dalla città, tra cui spiccano il famoso Palio, il Festival delle sagre astigiane e la  Douja d’Or, un concorso enologico della durata di dieci giorni, che si tiene in settembre.

Riguardo la cucina locale, è bene tenere presente che ci si trova in Piemonte, una delle regioni italiane più ricche in fatto di varietà di sapori e accostamenti enologici. Tra le innumerevoli specialità culinarie, ad Asti spicca il tartufo, bianco o nero, abbinato a risotti e selvaggina varia. Tra i primi famosi sono anche gli agnolotti, mentre tra i secondi a dominare sono il fritto all’astesana e il bue brasato al barolo. Da assaggiare  sono poi la bagna caoda  e la fonduta, così come la polenta “concia”, ovvero con formaggio filante.  Non mancano nemmeno i dolci, tra cui i baci di dama, la polentina mandorlata e gli astigiani al rhum. Dulcisi in fundo, il nome Asti è spesso associato ai vini, soprattutto dolci, per i quali la suddetta zona è famosa in tutto il mondo. Tra questi, dominano la scena il Moscato Bianco, l’Asti spumante e la Malvasia nera. Se si cerca una meta veramente ricca di cose da vedere e prelibatezze da gustare, Asti è perfetta.

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