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Val di Noto, in Sicilia. Patrimonio mondiale dell’UNESCO
Val di Noto, in Sicilia. Patrimonio mondiale dell’UNESCO
Val di Noto, in Sicilia. Patrimonio mondiale dell’UNESCO
Val di Noto, in Sicilia. Patrimonio mondiale dell’UNESCO

Dall’anno 2002 Val di Noto è entrata a far parte del patrimonio umanitario dell’UNESCO, questo perché il suo territorio, che rientra nella Sicilia orientale (punta sud della Sicilia), custodisce delle bellezze risalenti al Tardo Barocco Siciliano.  Questo territorio si localizza tra la provincia di Siracusa, Ragusa, Catania e Caltanissetta. Tra le città che riconosciamo come quelle rientrate nell’Unesco ci sono: Caltagirone, Militello di Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide,Ragusa e Scicli. Tra non molto verranno anche inseriti le città di Ispica (provincia di Ragusa), Acireale (provincia di Catania) e Mazzarino ( provincia di Caltanissetta).

Andiamo ora a vedere nello specifico alcune di queste località che meritano di esser visitate; partiamo da Noto, comune di 23.816 abitanti. Tra i monumenti interessanti da vedere in questa località, troviamo la Porta Reale, la quale è il simbolo dell’ingresso della città.  Questo “ingresso” è simile all’arco di trionfo, e venne eretto nel XIX secolo; la porta nella sua sommità ha un pellicano,  che simboleggia l’abnegazione nei confronti di Re Ferdinando. Ai due lati si trovano una torre, simbolo di fortezza ed un cirneco (antica razza canina siciliana), che ha come significato la fedeltà. Sempre in questa località troviamo la cattedrale di Madre San Nicolò; la stupenda facciata realizzata in pietra arenaria è in stile tardo barocco. La Chiesa e poi sormontata da due campanili ed in cima vi troviamo delle statue di tardo settecento.

Spostiamoci ora a Catania e andiamo a vedere la fontana dell’elefante; questo fu realizzata da Vaccarini in seguito al terremoto del 1963. Per la realizzazione di questa fontana, l’architetto si ispirò all’Obelisco della Minerva di Gian Lorenzo Bernini. Il basamento è costituito da marmo bianco con al centro una vasca, sempre di marmo; da qui poi sono posizionate due statuette, rappresentanti i fiumi Simeto e l’Amenano, che versano l’acqua nella vasca. Troviamo poi l’elefante, sulla cui schiena è stato adagiato un obelisco, alto 3,66 metri; in cima all’obelisco, troviamo un’iscrizione dedicata a Sant’Agata MSSHDPL che sta a significare “Mente sane e sincera per l’onore di Dio e per la liberazione della sua patria”, e per finire c’è una croce.

Di fronte a questa fontana vi è collocato, poi, il Palazzo degli Elefanti che è sede del Municipio; questo sorge in Piazza Duomo, e fu costruita nel 1696 dopo il terremoto del 1693, con la collaborazione di più architetti (Giovan Battista Longobardo, Giovan Battista Vaccarini, Carmelo Battaglia). Altro edificio che merita interesse, qui a Catania è la cattedrale di Sant’Agata, che è stata più volte riedificata a causa dei terremoti. All’interno della suddetta cattedrale, vi troviamo dei resti normanni che sono collocati nel corpo del transetto, due torrioni mozzi e 3 absidi semicircolari, che possono esser visitati grazie il cortile dell’Arcivescovado.

La facciata di questa cattedrale è stata messa in atto da Vaccari, in stile barocco siciliano. Anche il campanile merita di esser osservato almeno per qualche minuto; questa fu opera dell’architetto Carmelo Sciutto Patti. Queste sono solo alcune degli edifici o monumenti interessati che meritano di esser vistati, perciò vi consigliamo di visitare ogni angolo di Val di noto, oltre a ciò che vi abbiamo nominato noi.

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