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Visita al Castello di Chiaramonte a Favara, in Sicilia
Visita al Castello di Chiaramonte a Favara, in Sicilia
Visita al Castello di Chiaramonte a Favara, in Sicilia

Un altro castello tutto da scoprire: oggi vi portiamo in quello di Favara (uno dei comuni più popolosi dell’agrigentino con oltre 30.000 abitanti), che è possibile visitare gratuitamente. Il maniero, attorno a cui si è sviluppata la città stessa, è stato costruito nel Duecento (precisamente intorno al 1270) dalla famiglia Chiaramonte, forse sulla base di edifici più antichi, e presenta una struttura molto interessante, dato che può essere considerata una testimonianza di una fase in cui c’erano edifici in qualche modo a metà strada tra il castello e il palazzo. Infatti il Castello è anche comunemente indicato con il nome di “Palazzo”; esso ricorda sia i castelli che “palacia” costruiti da Federico II una cinquantina di anni prima nell’Italia meridionale e in particolare nella stessa Sicilia.

Le mura del Castello sono molto spesse ed alte, ma non molto elevata è la posizione scelta per erigerlo: infatti la sua funzione era anche residenziale, anziché essere esclusivamente militare. Molte feritoie compaiono su tutti e quattro i lati dell’edificio, alti circa 31 metri; nel secondo ordine il fortilizio presenta molte bifore, in alcuni casi sostituite però durante il Rinascimento da finestre architravate.

Al piano terra si possono notare i locali un tempo riservati alla servitù, oppure adoperati come magazzini e scuderie; qui la volta è a botte, mentre le porte sul cortile sono archiacute, seppure con vari rifacimenti dei secoli successivi. Le cucine, ai lati dell’ingresso, sono state usate dal XVII al XIX secolo come carceri. Molto discussa è un’enigmatica epigrafe ricavata da una mensola formata da un unico blocco di pietra, che oggi si trova nell’androne d’ingresso: popolarmente si credeva potesse fare riferimento ad un misterioso tesoro, ma forse riporta solo i dati di un restauro del palazzo.

Da ammirare sono poi senz’altro la cappella e il portale, che presenta su ogni lato due piccole colonne e un bassorilievo di marmo con figure di amorini. Il primo piano era quello riservato alla nobile famiglia, ma porta i segni dei vari interventi che la struttura ha subito nel tempo, per cui ad esempio, forse nel XVIII secolo, è stato costruito un ballatoio esterno in pietra al posto dell’originario probabilmente in legno. La loggia di questo piano ha anche in questo caso una volta a botte, arricchita da vari fregi: dei splendidi bassorilievi presentano infatti gli stemmi araldici sia dei Charamonte che di altre famiglie nobili dell’epoca.

La cappella principale non ha più l’altare, ma spicca anche in questo caso per i bassorilievi, così come per i marmi pregiati ivi utilizzati. L’atmosfera è molto particolare, dato che la luce vi penetra grazie a dei fori rettangolari sulla sua cupola. Non manca poi una torre dell’orologio. Sotto la corte del Castello è possibile visitare poi uno strano cunicolo: una leggenda locale voleva che vi si nascondesse una gallina dalle uova d’oro!

Molto suggestivo è inoltre il terrazzo della costruzione, da cui si può ammirare un panorama imperdibile. Secondo alcuni studi, forse un tempo il fortilizio era protetto anche da altre fortificazioni, tra cui doveva esserci probabilmente un forte con quattro torri, pian piano abbattuto, oltre ad una cinta muraria, ormai pure quasi del tutto distrutta. Il Castello, che sorge in Piazza Cavour (una volta nota proprio come Piazza Castello), è stato restaurato tra il 1998 e il 2001 ed è ora un ufficio di rappresentanza del Comune; ospita inoltre vari tipi di iniziative culturali, anche di tipo nazionale. E’ inoltre sede di una mostra permanente, quella del pittore Pasquale Farruggia.

Favara dista 8 km dal centro di Agrigento (12 in totale); la stazione ferroviaria più vicina è pertanto proprio quella di questa città, mentre in auto si possono percorrere le strade statali Palermo-Agrigento e l’autostrada Catania-Caltanissetta. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Palermo (circa 130 km) e di Catania (circa 180 km).

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