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La Torre pendente di Pisa
La Torre pendente di Pisa

Domina Piazza dei Miracoli a Pisa ed è il simbolo della città, ma anche uno dei monumenti italiani più celebri d’Italia, scelto da così tanti turisti all’anno che, essendo le visite a numero chiuso, è ormai possibile prenotare il proprio turno online su questo sito (link). Oggi vi parliamo della Torre di Pisa, ovviamente, che è in realtà non è altro che il campanile del Duomo, con ben sette campane. Ognuna di queste ha un nome specifico e una tonalità; un tempo ognuna era adoperata per momenti specifici della liturgia cristiana: la campana Terza, ad esempio, scandiva l’ora terza, cioè alle 9, mentre la Pasquereccia, la campana più antica di tutte, risalente al 1262, era quella adibita a suonare a festa per Pasqua. Originariamente però era nel Palazzo di Giustizia, per risuonare nelle vie della città ogni qualvolta un traditore moriva (si racconta infatti suonò anche alla scomparsa del conte Ugolino, la cui storia è stata eternata dal canto XXXIII dell’Inferno di Dante). La Vespruccio, che pesa 1000 kg netti ed è stata fusa due volte, prima nel Quattrocento e poi nel 1501, caratterizzava invece l’ora in cui venivano recitati i vespri, ovvero le 18.

Ora invece tutte e sette le campane sono attivate contemporaneamente da elettrobattagli sincronizzati sia per annunciare le messe del Duomo, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sia per segnalare il mezzogiorno, come da tradizione. Alla cella campanaria si arriva percorrendo quasi 300 scalini, suddivisi in tre rampe.

Come campanile tuttavia è stato progettato con una posizione autonoma e abbastanza insolita, quasi in subordine rispetto al Duomo, eppure con dimensioni tali (55 metri, 58 dalle fondamenta, di altezza, e una circonferenza di oltre 48 metri alla base) da poter essere un punto di riferimento che desse visibilità alla piazza, visto che poteva essere ammirata da ogni punto della città.

Ovviamente però la caratteristica che rende unica e famosa la torre in tutta Europa, così come nel mondo, è la sua particolare pendenza, dovuta alla composizione del terreno (argilla molle normalconsolidata). Tutti noi, ma soprattutto i bambini, avremo pensato almeno una volta: come mai la torre non cade? Essa resta in equilibro, perché la verticale che attraversa il suo baricentro non cade all’interno, quanto piuttosto all’interno della sua base. Tuttavia la pendenza è aumentata molto negli ultimi anni, anche per colpa di alcuni lavori di epoca ottocentesca che riportarono alla luce una parte del basamento interrato, alternandone la stabilità. Pertanto si è resa necessaria la chiusura del monumento dal 1990 al 2001 per doverosi restauri; grazie a questi interventi, che sono riusciti a ridurre la pendenza della torre di 47 centimetri complessivamente in 14 anni, la torre non dovrebbe ribaltarsi o cadere almeno fino al 2100. Sarebbe stata riportata infatti all’inclinazione di due secoli fa grazie a tiranti, contrappesi e sottoescavazione. Entro la fine dell’anno dovrebbero essere completati anche i lavori che si stanno concentrando sulle superfici lapidee, interne ed esterne.

La torre, dalla pianta circolare e rivestita quasi interamente di marmo bianco, pesa quasi 15 mila tonnellate e i suoi lavori di costruzione cominciarono nell’agosto del 1173, che però era già considerato dai pisani 1174, secondo il loro particolare calendario dell’epoca. Proprio i primi cedimenti del terreno interruppero più volte la costruzione del campanile, sicché per completarlo si impiegarono alla fine due secoli. In particolare, tre piani furono aggiunti in una seconda fase dei lavori, guidati da Giovanni Pisano e Giovanni di Simone, mentre la cella campanaria risalirebbe alla metà del Cinquecento. I vari piani della torre pendente più famosa d’Italia sono praticamente una ripetizione ben calcolata di gallerie ed arcate.

Non è ancora certo il nome dell’architetto che progettò la Torre: il Vasari attribuiva la prima ideazione a Bonanno Pisano, dato che su una tomba vicina era riportato questo nome, che è stato poi trovato anche su un frammento epigrafico nell’Ottocento, forse però relativo alla porta della Cattedrale. Altre ipotesi più recenti però hanno ricollegato invece il celeberrimo monumento a Diotisalvi, all’epoca all’opera per il Battistero.

Le decorazioni della torre, che ha un corpo cilindrico cavo in muratura, richiamano quelle che caratterizzano l’abside del Duomo. Ai lati dell’entrata nel campanile si possono notare due fasce figurate con decorazioni rappresentanti creature mostruose oppure animali, e un bassorilievo che ritrae alcune navi e un faro, forse del porto della città: si tratta della copia di un bassorilievo più antico, che si trova invece presso la porta di S. Ranieri.

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