Tra i più noti siti archeologici del Mediterraneo orientale, Efeso occupa uno dei posti d’onore per quantità annuale di visitatori. Fu un centro commerciale molto ricco e potente, e venne designato quale capitale dell’Asia, provincia dell’Impero Romano.
Il punto dal quale iniziare la visita è la porta di Magnesia che dava l’accesso alla via dell’Artemision: significativi, in particolar modo, l’agorà, l’antico municipio, la basilica, il Tempio di Domiziano, l’Odeon e i numerosi palazzi nobiliari molto ben conservati, ricchi di affreschi e decorazioni. In prossimità del porto era stato edificato il casino dei piaceri, luogo sempre vivo di frequentazioni in una città di mare e di commercio com’era Efeso nell’antichità. Qui è stata rinvenuta una statua del dio Priapo dal fallo gigante, probabilmente di buon auspicio dato il luogo del rinvenimento.
La via dei Cureti svela importanti edifici come la fontana intitolata a Traiano, le terme di Scolastica con un prezioso dipinto dedicato a Socrate, il monumento a Memmio, l’imponente biblioteca di Celso, simbolo dell’intera area archeologica. La biblioteca conservava ben dodicimila rotoli di papiro, che furono distrutti dai Goti durante la loro avanzata verso il cuore dell’Impero.
Molti dei quartieri residenziali che avevano trovato posto in questa zona, lungo la suggestiva arteria di comunicazione, sono ancora sotto terra, bisognosi di lavori di scavo per tornare alla luce. La visita degli scavi è davvero interessante e richiederà alcune ore, ma chi vuole potrà terminare con un giro al Museo Archeologico che conserva molti e interessanti reperti. A voler essere accurati non vi si potrà dedicare meno di mezza giornata, ma gli oggetti che vi sono conservati meritano senza dubbio il vostro tempo.
Tags: archeologia • efeso • rovine • Turchia
Autore: Laura Landi
Lascia un commento