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Empire State Building: l’emozione di vedere Manhattan dall’alto
Empire State Building: l’emozione di vedere Manhattan dall’alto
Empire State Building: l’emozione di vedere Manhattan dall’alto
Empire State Building: l’emozione di vedere Manhattan dall’alto

Ogni città ha il suo monumento-simbolo, quello che la rappresenta e che funge da biglietto da visita. Anche se magari si tratta di una metropoli e quindi le cose da vedere sono infinite, ecco che c’è sempre un elemento che spicca sugli altri. Questo è proprio il caso di New York, la celeberrima capitale dell’omonimo stato, nonchè una delle città più famose degli Usa. Nonostante la vastità di attrattive da lei offerte, il suo segno di riconoscimento sono senz’altro i grattacieli e, in particolare, dall’Empire State Building, il più alto della città, che con i suoi 381 metri (che diventano 443,2 considerando anche l’antenna televisiva posta in cima), è stato dal 1931 al 1973 l’edificio più alto del mondo. La sua costruzione risale al 1930 e fu finita il 1 maggio 1931, dopo soli 14 mesi di lavoro. Tutta questa fretta era dovuta al voler scalzare dal podio di costruzione più alta del mondo il Chrysler Building, altra struttura situata nella stessa città. L’Empire State Building è un gioiello in pieno stile Art Deco, secondo la moda dell’epoca e fu progettato dagli architetti Lamb e Harmon.

Numericamente parlando, il colosso vanta 102 piani, serviti da 73 ascensori e con 6500 finestre per l’illuminazione. Il periodo in cui fu costruito è tristemente noto come la Grande Depressione, conseguente alla celebre Crisi del 29’ e, difatti, è bene sapere che subito dopo la sua edificazione, questo grattacielo, a causa del periodo nero dell’economia mondiale,si ritrovava ad essere completamente vuoto, ma, per evitare che ciò si capisse, la sera le luci al suo interno venivano accese ugualmente. La storia travagliata della struttura, vide un altro momento buio nel 1945, quando un bombardiere B-25 Mitchell, si schiantò accidentalmente sul suo lato nord, provocando la morte di 14 persone. Successivamente, negli anni Cinquanta, il grattacielo fu dotato di un’antenna televisiva alta oltre 50 m, che andò ad incrementare la già vertiginosa altezza del fabbricato.

Altro evento spettacolare si ebbe nel 1994,quando un coraggioso francese di nome Alain Robert, scalò l’Empire State Building a mani nude, guadagnandosi il meritato appellativo di Spiderman. Oggi, il grattacielo è un perfetto punto di trasmissione per le stazioni radiotelevisive della Grande Mela, tanto che i suoi ultimi piani sono occupati da studi tv. La fama esponenziale di questo capolavoro architettonico, in lista per presenziare tra le sette meraviglie del mondo moderno, è senza dubbio dovuta in gran parte al cinema, che molto spesso l’ha scelto come scenario per impavide imprese o come sfondo di pellicole di grande successo. Una visita a New York non può dunque prescindere da una tappa all’Empire State Building. Per raggiungere il galattico palazzo, si può partire dal Central Park, percorrendo a piedi la Quinta Strada, nel cuore della celebre Manhattan, con la consapevolezza di trovarsi nel luogo più celebre del mondo. Dopo aver ammirato la Trump Tower, la torre di Donald Trump,  e il Rockfeller Center, un ampio gruppo di 19 edifici commerciali, ecco che ci si trova davanti all’Empire State Building. Visto dal basso, l’edificio non si distingue dagli altri grattacieli e pare piuttosto semplice.

Entrando, ci si immerge in un ambiente dove il marmo scuro e il bronzo la fanno da padroni e dove la coda di gente in fila alla biglietteria è un classico. I tempi di attesa sono stimati per circa un’ora e mezza e, proprio per questo, è consigliabile di recarvisi alla sera, quando l’affluenza si calma. Dopo un breve iter di controllo, ecco che ci si trova davanti ad uno dei celebri ascensori, i quali, contrariamente a quanto si pensa, non portano più di 12 persone, ma hanno una velocità impressionante, ascendendo i piani di 10 in 10 ogni due secondi circa. L’arrivo è previsto  all’80esimo piano e, mentre si spalancano le porte, l’attesa si fa sempre più trepida. Una volta fermi, ci si trova davanti ad un percorso guidato e alla possibilità di effettuare una foto ricordo col logo della struttura. I più attenti scorgeranno già finestre dove vedere l’esorbitante panorama, mentre per gli altri occorrerà aspettare la seconda tappa, sita all’86esimo piano. Tecnicamente si potrebbe arrivare anche in cima alla torretta al piano 102, ma per i turisti, questa possibilità non c’è più da tempo. Approdati a terra, ci si imbatte nell’ampio gift shop, per poi trovarsi col fiato sospeso,  davanti ad una visuale da mozzare il fiato.

La sensazione è quella di sentirsi padroni del mondo, trovandosi 320 metri sopra Manhattan , dove, da qualsiasi angolazione si vede uno scenario diverso. Nelle giornate particolarmente limpide, la vista può spingersi fino a  70 km di distanza dalla città. Il momento più suggestivo per guardare la Grande Mela dall’alto è senz’altro la sera, dove la metropoli si trasforma in un tripudio di luci, assumendo le sembianze di un cielo stellato. Se, solitamente, l’Empire State Building è illuminato da luci bianche, durante le festività, o in particolari circostanze, assumono colorazioni diverse, come il rosa per la sensibilizzazione alla lotta contro il cancro al seno, o il tricolore per l’italianissima festa di S.Gennaro. Una volta  finita la visita e tornati a terra, la sensazione è quella di svegliarsi da un sogno, da cui ci si riprende trovandosi travolti da un’ondata di taxi gialli e limousine che sfrecciano per le strade più cool di NY city. Quest’esperienza indimenticabile ha, tra gli altri pregi, quello di un prezzo non particolarmente elevato, essendo che il ticket per un adulto costa 14,50 dollari e che sono previste riduzioni per bambini e anziani. Versatili sono anche gli orari di apertura al pubblico del grattacielo, che vanno dalle 8 del mattino fino a mezzanotte. Insomma, in poche parole, se si passa per New York, che si sia o meno fan accaniti degli edifici ad altezza vertiginosa, una tappa all’Empire State Building è letteralmente obbligatoria.

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