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Zion National Park: tesoro dello Utah
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Zion National Park: tesoro dello Utah

Chi, almeno una volta, guadando un film western, non ha sognato di addentrarsi in uno degli straordinari parchi americani che gli faceva da sfondo? Le giganti sequoie, il Grand Canyon, le sagome della Monument Valley, tutti itinerari che hanno fatto sognare intere generazioni e che, se visti dal vivo, provocano, se possibile, uno stupore doppio. Soprattutto in Italia, si è abituati ad un concetto tradizionale di parco, identificandolo con uno spazio più o meno recintato, che prevede un inizio e una fine. Ecco, nei parchi dell’ovest americano bisogna scordarsi tutto questo, perché ci si imbatte in una vegetazione di una vastità tale che tutti i confini vengono meno.

Se si vuole visitare uno di questi fantastici giganti verdi, bisogna tenere ben presente che non si sta andando a fare una passeggiatina nei campi dietro casa, ma che ci si sta inoltrando in un percorso che arriva anche a 400 km di lunghezza, dunque, serbatoio della macchina pieno e scorta d’acqua da bere sono d’obbligo. Detto così, suona come un monito di terrore, ma quando una persona si addentra in una di queste fantastiche riserve, sa quando inizia la visita, ma non quando la finisce. Prima di avventurarsi in una di queste imprese, è bene avere due accorgimenti: preoccuparsi della stagione in cui ci si trova, visto che, causa neve e ghiaccio, nel periodo invernale questi immensi parchi risultano inaccessibili e secondo, fare molta attenzione ai cartelli che si troveranno lungo il proprio percorso all’interno dei territori protetti: non sono consigli ma obblighi, la cui infrazione comporta laute sanzioni.

Solitamente, chi decide di compiere un viaggio tra i grandi parchi americani, punta subito in alto, dirigendosi al Grand Canyon National Park, o, comunque, nelle mete più celebri, non prendendo in considerazione i luoghi meno noti, che offrono ugualmente un sacco di attrattive. Uno di questi è lo Zion National Park, situato nella parte sud-occidentale dello Utah,  uno stato localizzato nella regione occidentale delle Montagne Rocciose, il cui nome, che significa “popolo delle montagne” è, di per sé, tutto un programma. Questo parco, ha una superficie di 593 km quadrati e vanta un’altitudine che oscilla tra i 1128 m e i 2660 m. Il cuore della riserva  è rappresentato dal canyon di Zion, una gola lunga 24 km e profonda 800 m, scavata dal ramo settentrionale del Virgin River, un fiume affluente del Colorado.

La via consigliabile per attraversare lo Zion Park è quella che va dal canyon principale al tempio di Sinavawa, raggiungibile con il servizio bus gratuito dal 1° aprile al 31 ottobre, o con la propria auto nel resto dell’anno. I tratti distintivi di questo percorso sono il fondovalle ricoperto da sensazionali boschi e le fantastiche formazioni rocciose. Grazie  alle sue caratteristiche morfologiche e geografiche, il parco vanta un elevato grado di biodiversità e può contare sulla presenza di una grande varietà di specie animali e vegetali. I numeri parlano da soli: 900 specie vegetali, 291 specie di uccelli, 78 specie di mammiferi, 44 specie di rettili e anfibi e 8 specie di pesci, queste sono le cifre cui ammontano gli “abitanti” della riserva.

Il territorio protetto di Zion, ha una tale varietà di habitat da essere adatto veramente a tutti, tanto che, immersi nel verde, è possibile scorgere  anche 19 specie di pipistrelli 9 specie di colibrì e 12 specie di serpenti, tra cui il temutissimo serpente a sonagli. Se si decide di visitare il territorio nel periodo estivo, impedibile è la risalita delle Gole di Zion, percorso attuabile in 12 ore per i più esperti o in due giorni, trascorrendo la notte in apposite aree, dopo essersi muniti di autorizzazione delle autorità del luogo. La riserva di Zion è una famosa meta per coloro che amano l’alpinismo e l’arrampicata libera, con pareti adatte a tutti i livelli di difficoltà.  Anche il torrentismo è uno sport molto praticato all’interno dell’area, così come le escursioni a cavallo e le attività  appositamente per l’infanzia.

Ogni singola ambientazione del parco risulta essere spettacolare, caratterizzata dall’incontro tra imponenti formazioni rocciose e profonde gole incise dalle acque del Virgin River. Proprio l’erosione dovuta alle acque, ha messo a nudo l’antichissima storia geologica della regione. Inoltre, il suddetto territorio, grazie alla presenza millenaria dell’uomo, conserva numerose tracce del passato. Il nome Zion , adottato ufficialmente per designare il canyon nel 1918, viene fatto risalire a Isaac Behunin, uno dei primi coloni mormoni insediatisi nel canyon nel 1863, il quale riteneva di aver trovato in quel luogo la Sion descritta dal profeta Isaia nella Bibbia. Nonostante l’attuale denominazione sia stata adottata solo 10 anni dopo, il vero anno di nascita della riserva è il 1909 e lo scopo della sua istituzione era quello di proteggere il canyon.

In questi cent’anni, il parco è rimasto praticamente incontaminato e le uniche modifiche effettuate sono quelle atte a migliorare il contatto tra uomo e natura, con il perfezionamento dei sentieri. Per quanto riguarda le informazioni tecniche, è bene sapere che la visita dell’area non necessita di una guida, in quanto sul posto si trova un apposito spazio con libri e opuscoli che spiegano tutto ciò che serve sapere. Per quanto concerne, invece, la permanenza in loco, la comunità limitrofa di Springdale offre un’ampia scelta di motel, hotel, pensioni familiari, centri conferenze e tutto ciò che la mente umana possa immaginare. Il turismo qui è considerato una risorsa importantissima e, per questo, cordialità e disponibilità regnano ovunque. Notevole è anche l’offerta di negozi, sia di souvenir che di ogni altro genere.

Meritevole di nota è anche il teatro cinematografico IMAX, che presenta documentari di viaggi attraverso il parco dello Zion, proiettati su uno schermo di dimensioni fantascientifiche. In conclusione, per rendere l’idea della magnificenza di questa riserva, è bene sapere che  senza visitare lo Zion National Park, non si può dire di essere stati nello Utah.

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