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Essendo completamente devastati dalle ore piccole, dal viaggio e dalle lunghe camminate del primo giorno, questa mattina ci siamo concessi il lusso di puntare la sveglia verso un orario che rasenta la vergogna per chi viaggia. Tradotto in spiccioli, mezzogiorno. Avendo in mente di iniziare visitando qualche museo tra quelli elencati nella lista dei “To View” accuratamente preparata prima di intraprendere questo viaggio, navigatore in mano inizio ad inserire un po di indirizzi, in modo da organizzare la tabella di marcia in base alle ubicazioni dei vari musei. Constatato che la maggior parte di questi era facilmente raggiungibile dal centro di Amsterdam, ci vestiamo, applichiamo un bel sorriso sulle labbra e partiamo alla volta della già visitata Piazza Dam. Appena svegliati e con un certo languorino nello stomaco, iniziamo a girare per gli intriganti vicoli che il centro riserva. Camminando riservo particolare attenzione alle persone che ci circondavano. Credo di non aver mai visto una cosi “variopinta multinazionalità” in un sol colpo. Gente da tutto il mondo camminava lungo le stradine, quasi l’una sopra l’altra, dandomi la possibilità di paragonare il tutto ad una specie di formicaio. Tra l’altro, tanto per restare in tema, si creavano specialmente lungo le strade principali dei veri e propri sensi di marcia, come se la strada fosse divisa. Da una parte si andava, dall’altra si veniva.
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Impossibile non notare la grande quantità di locali specializzati nella vendita delle “frietjes“, patatine fritte olandesi. Incuriositi e avendone sentito parlare in modo positivo, decidiamo di provarle. Circa un paio d’euro e le frietjes vengono versate in comodi coni di carta, assieme alle varie salse messe a disposizione dal negoziante. Devo ammettere che patatine cosi buone, non le avevo mai mangiate. A volte basta poco per accorgersi che quello che reputavi il meglio fino ad ora, in realtà era solo il meglio di ciò che potevi personalmente permetterti. Degustando, annusando i vari fumi provenienti dai locali siti nei vicoli più trafficati e ammirando nel frattempo le varie case storte, arriviamo ad un tratto in un comune tabacchino sulla cui vetrina è affissa un’interessante pubblicità. Veniva data la possibilità a noi turisti di acquistare ad un prezzo fortemente scontato un “pacchetto divertimento” comprensorio di visita al museo delle cere di “Madame Tussaud“, giro nel nuovo terrificante “Amsterdam Dungeon” e per finire, un rilassante e godereccio giro in barca tra i canali della città. L’offerta era valida dalle ore 15 in poi, una tortura per i più mattinieri. Noi però, ci siamo permessi il vergognoso lusso ricordate? Quindi, mancava poco meno di un’ora all’ingresso. Il tutto viene acquistato per la modica cifra di 30 euro per persona.

Approfittando del simpatico e gentile ragazzo proprietario del tabacchino, riesco a farmi spiegare e fortunatamente anche a capire, il funzionamento dei biglietti per il tram a punti. Anzicchè spendere 2,4 euro ad ogni tratta fatta con il tram, per 7 euro potevo comodamente acquistare un biglietto a punti. In base alla destinazione scelta, ad ogni tratta venivano decurtati dal ticket 1, 2 o 3 punti sul totale di 15. Noi, rientrando con l’hotel nella zona West, quindi lontana dal centro, buttavamo via 3 punti per ogni tratta. A conti fatti, comunque venivamo a risparmiare una manciata d’euro.

Pranzo all’onnipresente McDonald, ancora una volta per volontà di Franca, e poi via di corsa verso il museo delle cere di Madame Tussaud, situato proprio in piazza Dam, all’angolo con il nostro McDonald. (Appunto: mangiare al McDonald può provocare dipendenza ed attacchi di gastrite). Dopo alcune sale nelle quali venivano raffigurate scene di vita della storica Amsterdam, ci si imbatte nelle prime statue di cera raffiguranti personaggi dei nostri tempi. Personaggi politici, regine d’Olanda, missionari di Pace, cantanti, divi del grande schermo e famosi sportivi. Di tutto un po. Statue create a regola d’arte, spesso ci facevano illudere di avere a che fare con i veri personaggi rappresentati. Consiglierei sicuramente a tutti quelli che hanno in mente di visitare Amsterdam, di spendere un’ora del loro viaggio, all’interno di questo fantastico museo. Verso la fine del percorso quasi obbligato, è stata posta la statua in cera di un ragazzo vestito in borghese, come noi, nessun divo in particolare, con fotocamera in mano e tanto di flash azionato da qualche timer. Talmente ben fatto, che risulta inutile dirvi le risate quando la gente si fermava ad aspettare che “il turista” scattasse la sua foto per poter passare…solo dopo un po si accorgevano della presa in giro! Dalle risate siamo improvvisamente passati alla paura, quando, avvicinati alla statua di una specie di massaia resuscitata, questa ha iniziato a muoversi urlando e sbattendo il bastone sul povero parquet ormai ammaccato. Spero di non essere stato vittima di qualche candid camera o di rivedermi da un giorno all’altro tra i filmati più visti su youtube.

Usciti col sorriso sulle labbra e la memory card della fotocamera bella gonfia di fotografie, successivamente rivelatesi abbastanza mosse, ci siamo diretti verso l’Amsterdam Dungeon, situato a circa 300 metri sulla stessa strada. Al contrario di quanto accade nelle normali case del terrore, in questo posto non c’erano delle banali imitazioni di fantasmi pronti a spuntarti avanti agli occhi quando più te l’aspetti. Qui, degli attori in carne ed ossa rimpiazzano gli statici manichini dell’orrore, e questo mi faceva pensare al peggio. Il giro completo è durato circa un’ora e mezza, anche se non riesco ancora a spiegarmi come delle ambientazioni cosi numerose e grandi, compreso un giro sul solito carrello dell’orrore traditional style, siano stati costruiti all’interno di una normalissima palazzina. Probabilmente, dopo aver perso il senso dell’orientamento per il vagare in un elaboratissimo labirinto di specchi dal quale siamo usciti a fatica dopo un bel po di bernoccoli e qualche solita bestemmia in aramaico antico, siamo stati trasferiti a nostra insaputa in qualche altro palazzo adiacente. Mistero.
Tutto è risultato sorprendente. Ci siamo ritrovati in una locanda gestita da un pazzo e vecchio marinaio abbandonato da tutti, nei panni di imputati sempre colpevoli a detta del perfido giudice, o seduti su scomodi barili di rum costretti ad ascoltare le lagne di una giovane esaurita con una sola fiaccola di fortuna come illuminazione. Ovviamente, come nei migliori film horror succede, una raffica di vento riesce a farla spegnere e noi ci ritroviamo soli e al buio. Cosa poteva succedere quando la nostra luce guida veniva magicamente riaccesa? Esatto, a due centimetri dal volto di Franca c’era quello della pazza. Urla ovunque e si continua con il nostro tour.

Ormai quasi calata l’oscurità, decidiamo di rimandare il nostro giro in barca per un altro giorno ma essendo ormai in centro, ci dirigiamo verso la vicina stazione centrale per informarci sugli orari dei vari autobus diretti a Zaanse Schans, una comunità di 40 case e qualche vecchio mulino a vento, situata a Nord-Est di Amsterdam. La partenza consigliata è quella delle 8:51 del mattino, motivo per cui questa sera, dopo aver cenato siamo rimasti in Hotel per riposarci. Nel frattempo il buio era ormai calato e l’umidità stile Silent Hill si era fatta di nuovo viva…

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Sono stati ricevuti 3 commenti

  1. figissimo le urla della pazza…leggendo sembrava divivere il tutto ..pauraaaaa :sisi: io morirei e nico lo sa,,divertente…oh, ma si spende un botto mi sa eh? 😕

  2. [quote comment=”4850″]figissimo le urla della pazza…leggendo sembrava divivere il tutto ..pauraaaaa :sisi: io morirei e nico lo sa,,divertente…oh, ma si spende un botto mi sa eh? :???:[/quote]

    E’ stata un’esperienza davvero stupenda! Sfortunatamente Franca non capiva molto di quello che veniva detto, ma le sue belle paure se l’è prese ugualmente. Io invece riuscivo a calarmi più nella parte, riuscivo ad immaginare meglio le varie situazioni capendo gran parte di quello che veniva detto.
    Se un giorno deciderete di andare ad Amsterda, vi consiglio vivamente di visitare questo Dungeon :asd:

  3. sai fa ho parlato proprio ieri con una delle mie coinqui che è stata a Londra scorso week e miha raccontato la stessa cosa ciè pure lì al museo delle cere c’era tutto quel marchingegno ..solo che a lei l ragazzo l’ha lasciata un secondo sola per reggere il gioco alla pazza e di colpo lei gli è spuntata a qualche millimetro dalla faccia…immagina le urla… ihihihi…speriamo di andarci solo che se ci andiamo preferirei non andarci per un week ma per piu tempo e queso finchè non si lavora non se pote…sad!:(

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