Pechino copre un’area vastissima, da sola pari quasi a quella di un piccolo Stato Europeo come il Belgio o i Paesi Bassi. Tuttavia non è la città più popolosa della Repubblica Popolare Cinese, poiché tale primato spetta ancora a Shanghai, con più di undici milioni di abitanti.
Capitale dei giochi olimpici del 2008, Pechino racconta con tre stili architettonici diversi il proprio passato: c’è quello della capitale imperiale, riconoscibile nella famosissima piazza Tian’ anmen; quello filo-sovietico degli anni Cinquanta e Settanta, caratterizzato da forme squadrate e nessun cedimento ai fronzoli estetici; quello futuristico della contemporaneità, con grattacieli in vetro e stadi ultra tecnologici, spesso costruiti demolendo gli Hutong, i vicoli dei caratteristici quartieri storici nei quali viveva gran parte della popolazione. Solo alcuni fra i tanti Hutong esistenti sono stati salvati dal governo centrale, che ne ha decretato la particolare importanza architettonica e artistica. Gli Hutong erano il cuore delle comunità cinesi: per la particolare conformazione favorivano la vita in comune ed erano sempre costruiti nel rispetto delle regole del feng shui, per aiutare la circolazione di energia positiva.
Tra i luoghi da visitare assolutamente vi è la Città Proibita, nota anche con il nome di Palazzo d’inverno. Considerato Patrimonio dell’umanità UNESCO è il più grande edificio in legni che è arrivato intatto ai giorni nostri. Residenza degli imperatori cinesi, il suo accesso era interdetto a chiunque non avesse l’esplicito consenso del sovrano: da qui l’attributo di “proibita”. Molto bello anche il Palazzo d’estate, per la costruzione del quale si ampliò uno stagno preesistente al punto di farlo diventare un vero e proprio lago. Attaccato diverse volte, ma sempre ricostruito, quello che si presenta oggi agli occhi dei visitatori fu voluto dall’imperatrice Cixi.
Autore: Laura Landi
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