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Nel bel mezzo del centro storico, la Zytglogge o torre dell’orologio, è un simbolo di Berna tanto quanto l’orso. Considerato punto focale dei trasporti pubblici e dei percorsi pedonali della città vecchia, la torre segna l’ora ufficiale di Berna ed è il punto da cui vengono misurate tutte le distanze del cantone. Impossibile dimenticare l’enorme tetto a guglie ed il gigantesco quadrante dorato incastonato nella sua forma tozza.

Originariamente costruita nel 1218-20 in legno come porta cittadina più occidentale, si ritrovò nel centro della città nel 1256 quando le mura furono spostate più a ovest verso la Käfingturm. La torre venne poi convertita a prigione per le prostitute che offrivano servigi al clero. A seguito di un incendio, la Zytglogge venne ricostruita in pietra, affiancata da una scala a torretta ancora oggi in uso e dotata di orologio. Sfortunatamente quest’ultimo ebbe vita breve e dopo essersi guastato rimase fuori uso per 122 anni fin quando fu sostituito dall’attuale orologio progettato da Caspar Brunner nel 1530. Sotto il quadrante dell’orologio trova posto un complicato congegno astronomico e astrologico che presenta un orologio da 24 ore, le 12 ore diurne, la posizione del sole nello zodiaco, il giorno della settimana, la data e il mese, le fasi della luna e l’elevazione del sole all’orizzonte, tutto mantenuto preciso mediante un collegamento con il meccanismo principale dell’orologio. L’aspetto della torre risale agli abbellimenti barocchi del 1770-71.

Quattro minuti prima che scatti l’ora, entra in funzione un congegno che mostra la sfilata di alcune figurine meccaniche tra le quali un gallo che canta, una sfilata di orsi, Crono con la clessidra e un buffone che balla. Più che attendere la comparsa di tali figurine è forse preferibile effettuare una visita guidata della torre per comprendere il funzionamento dei sofisticati meccanismi del pendolo che oscilla e gli ingranaggi che ruotano.

Poco distante dalla torre dell’orologio sorge Kindlifresserbrunnen, la fontana dell’orco, costruita nel 1544 e sormontata dalla statua di un uomo che divora un bambino che si dimena. Le autorità bernesi tentano di far credere che sia una scherzosa scena carnevalesca ma la terrificante statua un tempo era dipinta di giallo, il colore utilizzato per distinguere gli ebrei, per cui si pensa che possa essere stata un’insolita rappresentazione concreta della credenza diffusa nell’Europa medievale secondo la quale i riti ebraici implicavano l’uccisione di bambini. Oggi come oggi, tutti gli abitanti di Berna restano indifferenti alla statua rappresentante questo infanticidio cannibalesco.

Autore: Girando il Mondo

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