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Capodanno alternativo nel deserto del Sahara
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Capodanno alternativo nel deserto del Sahara
Capodanno alternativo nel deserto del Sahara
Capodanno alternativo nel deserto del Sahara
Capodanno alternativo nel deserto del Sahara

Le vacanze estive sono ormai solo un lontano ricordo, e nei viaggiatori più accaniti freme la voglia di partire per una nuova avventura. Il tempo passa veloce e Capodanno si avvicina sempre più. Perché non festeggiare l’arrivo di un nuovo anno con una breve vacanza? Lo stress di ogni giorno si fa sentire, il caos metropolitano è alle stelle e la confusione regna ovunque intorno a noi, tanto che a volte avremmo proprio voglia di isolarci. Quale opzione è migliore di un Capodanno nel deserto, lontano da tutto, per staccare la spina e ritemprarsi? Festeggiare il 31 dicembre nel deserto del Sahara dona un’emozione unica, come se, oltre che terminare un’annata, stesse per finire il mondo. Una sensazione di immensità vi pervaderà e rigenererà ogni vostra cellula. L’ideale è abbinare un Capodanno tra le dune con un minitour in territorio tunisini, in un connubio di cultura etnica, storia e relax indescrivibili. Per affrontare un viaggio di questo tipo non occorre una grossa disponibilità di tempo, bastano tre giorni,  in quanto la Tunisia è tanto bella quanto vicina e non ruba ore preziose di viaggio per essere raggiunta. Si tratta di uno stato del Nordafrica, bagnato dal Mediterraneo e confinante con Algeria e Libia.

Il suo misterioso nome proviene dalla lingua berbera e potrebbe significare “promontorio” o, più probabilmente “luogo dove trascorrere la notte”. La sua visita può cominciare dalla capitale religiosa dello stato, ovvero Kairouan. Questa meta è considerata molto importante dai musulmani, in quanto sede della moschea più antica al mondo, nonché della celebre Moschea del Barbiere del profeta Muhammad. Immancabili qui sono le botteghe di tappeti artigianali, dove vengono serviti anche ottimi the alla menta, da sorseggiare immersi in una profumata nube di incensi ed erbe aromatiche. Meta successiva potrebbe essere Tozeur, ultima città prima del deserto, giusto ai margini del Sahara, nonché importante centro culturale  e religioso. Qui è possibile visitare la splendida oasi di palme da dattero e alberi da frutta, nonché visitare il celebre museo della città. E’ giunta l’ora di addentrarsi tra le dune. Douz è la porta del Sahara e, nel mese di dicembre, ogni anno ospita l’omonimo festival, tutto dedicato al deserto. Dopodiché si arriva a Zafranee, il vero deserto di sabbia. L’ideale è giungervi al tramonto e introdursi tra le dune a bordo di un cammello, per affrontare una passeggiata decisamente fuori dal comune. In men che non si dica ci si trova circondati dal nulla assoluto, totalmente immersi tra le dune bianche dorate dal sole calante. Le reazioni che genera un simile spettacolo sono delle più disparate: c’è chi scatta foto a non finire, chi esulta, ma nessuno, nemmeno la persona più cinica rimane impassibile davanti a un tale fenomeno.

Ipotizzando che ci si trovi nel bel mezzo della notte di Capodanno, è bene sapere che la città di Douz offre un’ampia scelta di hotel e ristoranti dove festeggiare. E’ consigliabile optare per una cena berbera, magari allettata da danzatrici del ventre e spettacoli eseguiti dai cammellieri locali. Le opportunità di divertimento non mancheranno e i festeggiamenti saranno degni del più esclusivo dei party metropolitani. Dopo aver abbondantemente fatto baldoria, il giorno seguente è ora di proseguire l’esplorazione. Immancabile è una tappa al Matmata, l’erg sahariano, famoso per le case sotto terra dei berberi. Bisogna sapere che gli attuali abitanti di questo luogo non sono “veri” berberi, ma tunisini “moderni”, che vivono come ai vecchi tempi allo scopo di attrarre i turisti. In seguito, si può raggiungere Mahres, famosa per i suoi ristoranti sulla spiaggia bianca e per il sole sempre presente che però non scalda mai eccessivamente l’aria. Qui si potrà gustare un fantastico Cuscus o una Tangia, tipico piatto con diversi pezzi di carne, o la celebre Tajine, un piatto molto diversificato che può essere cucinato con legumi, carne, pesce e che prende il nome dal recipiente in cui lo si cuoce. Da assaggiare è anche il pane appena sfornato col miele tipico della zona e veramente buonissimo. Ultima tappa di questa breve ma intensa vacanza non può che essere la vicina El Jem, che ospita alcune tra le migliori rovine romane presenti in Africa, costruite, all’epoca, per rimpiazzare alcuni centri punici presenti.

Il monumento più famoso della città è il mitico anfiteatro, il terzo più grande in tutta la storia romana. Questa costruzione ha un tracciato ellittico e misura 148 metri di lunghezza e 122 m di altezza e pare che fosse utilizzato per i combattimenti dei gladiatori, come testimoniano i mosaici ospitati dal museo della città, che raffigurano spettacoli tra uomini e animali. A El Jem sono numerose anche le ville romane, rinvenute grazie ai molti scavi effettuati e che testimoniano l’agiatezza della borghesia locale. E’ giunta, ahimè, l’ora del ritorno, ma d’obbligo è rimpatriare con almeno un souvenir. Bisogna sapere infatti che l’artigianato locale è molto attivo, e va dalle ceramiche ai gioielli preziosi fino alle lavorazioni in pelle. Nei mercati si possono inoltre acquistare oggetti tradizionali berberi, mentre un occhio di riguardo va posto anche ai pregiati tappeti, di cui si trovano numerosi negozi sparsi un po’ ovunque. Sia nelle città che nei piccoli villaggi, sono poi presenti i souk, sorta di bazar che vendono i tipi di merce più disparata. Per quanto riguarda le informazioni utili, è bene soffermarsi prima di tutto sull clima della zona, che, come tutti sanno, nell’area vicina al deserto presenta forti escursioni termiche tra giorno e notte, dove si raggiungono temperature piuttosto rigide. Per quanto riguarda invece la lingua parlata in Tunisia, quella ufficiale è l’arabo, ma molto diffuso è anche il francese e nelle zone turistiche si parla spesso italiano. Per il resto, viaggiare in questi luoghi non comporta nulla di strano o diverso dall’ordinario.  Come si può vedere, si tratta di soli tre giorni di permanenza, un periodo breve ma straordinariamente intenso, che permette al turista di assaporare pienamente colori, sapori e profumi di questa terra poco lontana, ma allo stesso tempo così misteriosa e sconosciuta, dove non vedrà l’ora di ritornare.



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