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Cosa vedere a Casablanca, in Marocco
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Cosa vedere a Casablanca, in Marocco
Cosa vedere a Casablanca, in Marocco
Cosa vedere a Casablanca, in Marocco
Cosa vedere a Casablanca, in Marocco

Comincia a fare freddo, e l’abbassarsi delle temperature fa scaturire in ognuno voglia di coccole e affetto. Perché, dunque, non concedersi una bella vacanza romantica, da condividere con la propria dolce metà, magari in un luogo caldo? Certo, la disponibilità temporale è quella che è, e un viaggio su un atollo oltreoceano richiede troppo tempo, ma si può trovare un ottimo compromesso anche senza percorrere migliaia di chilometri. Nel vicino Marocco, sorge infatti una città il cui nome suscita subito romanticismo. E’ Casablanca, ex centro coloniale ed oggi città moderna, che offre un sacco di proposte romantiche per rivivere la celebre storia d’amore di Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman nella medina e nella città vecchia.

Situata nel Marocco occidentale, precisamente sulla costa dell’atlantico, Casablanca è la metropoli più grande dell’intero stato, con 5,5 milioni di abitanti, nonché la sua capitale economica e il suo porto principale. Venne fondata dai portoghesi nel 1575 col nome di Casa Branca, nel medesimo luogo dove prima sorgeva la città di Anfa, che loro stessi avevano distrutto nel 1515. Questa popolazione abbandonò la città nel 1755, a causa dell’aumento degli attacchi da parte delle tribù musulmane circostanti. Da qui in poi, la storia di Casablanca non vanta particolari colpi di scena, potendo contare su uno sviluppo in costante incremento.

Infatti, nel 1911 Lyautey, l’allora governatore francese, dato che il Marocco era passato sotto il protettorato della Francia, si adoperò per valorizzare l’economia di Casablanca, favorendo così l’aumento della popolazione e il traffico commerciale marittimo. In seguito, la città fu un porto strategico durante la Seconda Guerra Mondiale ed è oggi servita da un grande aeroporto, l’Aeroporto Internazionale di Mohammed V. Casablanca è dunque una città molto moderna e presenta molti tratti simili alle grandi città occidentali. Nonostante questo, però, conserva in sé anche un cuore culturale, che esprime attraverso la Moschea di Hassan II, la terza al mondo per dimensioni, la quale vanta tra l’altro il minareto più alto del mondo, con i suoi 210 metri di altezza e funge anche da porto e faro. La costruzione venne edificata su progetto del francese Michel Pinseau, in occasione del sessantesimo compleanno di Re Hassan II e venne completata solo nel 1993. Sorge in parte sull’oceano ed occupa una superficie di 90.000 metri quadrati, tanto da essere in grado di ospitare 20.000 fedeli, che diventano 80.000 se si aggiunge anche il piazzale antistante.

Si distingue per la presenza di marmi di diversi tipi e di splendidi lampadari, nonché per la giacenza al suo interno di una scuola canonica con biblioteca e sale per conferenze. Infine, nei suoi sotterranei si trovano sale per abluzioni e autorimesse. Se si vuole respirare l’atmosfera tipica del Marocco, da non perdere assolutamente è la medina vecchia, caratterizzata dalla presenza di stradine strette e tortuose, così come dalla cinta muraria del XVI secolo, che crea un piacevole contrasto con la città moderna. Esiste anche una medina nuova, edificata nel 1923, allo scopo di risolvere il problema dell’inurbamento. Questa zona si distingue soprattutto per la presenza di souk, botteghe artigiane e negozi di souvenir. Altro edificio rilevante è la chiesa di Notre Dame de Lourdes, costruita nel 1953-56, importante per le sue vetrate raffiguranti temi mariani, opera di Gabriel Loire, maestro vetraio di Chartres. Se ci si vuole addentrare nel cuore del Marocco delle città imperiali, è bene dirigersi verso Fès. Lasciandosi alle spalle la periferia della trafficata Casablanca e costeggiando il mare fino a Rabat, ci si imbatterà in un paesaggio montano, caratterizzato da vasti boschi, querce da sughero, distese di fiori giallo-arancio e splendide coltivazioni di zafferano in fiore. Salendo di quota, l’ambiente circostante si fa più ardito, grazie alla presenza di ulivi, eucalipti e cedri. Una cosa che balza subito all’occhio è il mutare rapido della vegetazione circostante, che permette al viaggiatore di non stancarsi mai e carpisce la sua attenzione a 360 gradi. Qui, l’impatto con la cultura marocchina è forte, e si nota molto il contrasto tra le persone che vestono all’occidentale e quelle che indossano gli abiti tradizionali. A Fès, c’è la medina più antica di tutto il Marocco, circondata da mura, riguardo la quale la leggenda vuole che persino le guide trovino difficoltà a non perdersi tra i suoi mille vicoli.

Il cuore della suddetta medina è il Suk, dove ci si trova travolti da una nube di colori, suoni e odori di ogni tipo, tanto che la sensazione iniziale è quella di essere catapultati indietro nel tempo. Questa zona pullula di vita, tra negozi di spezie, frutta, pesce e carne, così come botteghe che lavorano l’ottone. Uno degli unici mezzi di trasporto per girare tra gli strettissimi vicoli sono le bestie da soma, cariche di ogni tipo di merce. Tra questi cunicoli si trova l’università, una delle più antiche del mondo, nonché la tomba di Idrissi II, fondatore della città e diretto discendente di Maometto, con tanto di Moschea annessa. Girando tra le strette viuzze di Fès, ci si imbatte in un tripudio di botteghe artigiane, dedite al confezionamento di splendidi abiti in seta e alla famosa tessitura dei tappeti. Se tra la visita ad una bottega  e l’altra la fame comincia a farsi sentire, è il momento di sperimentare la cucina marocchina. Il menù tipico comprende insalata marocchina, composta da carote, patate, fagioli, lenticchie e mix di spezie, cous cous di verdure, buono e speziato e dessert di arancio e cannella. Qui, spezie e aromi sono i veri padroni in ambito culinario e lo dimostrano anche le innumerevoli farmacie berbere presenti in loco. Molto diffuse sono anche le concerie, dove si lavorano le pelli e le botteghe dedite al ricamo. Fès è talmente intricata e ricca di attrattive che la sola sua visita richiederebbe una vacanza intera. Ogni angolo è ricco di mistero e permette di cogliere nuovi scorci. Proprio la diversità tra la moderna Casablanca e l’antica Fès  renderà questo viaggio pieno di sapori e contrasti, soddisfando sia le esigenze metropolitane che la voglia di antichità di chi lo compie e lasciando in lui una grande voglia di tornare.



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