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Tunisia: sulle tracce di Didone e della città di Cartagine
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Tunisia: sulle tracce di Didone e della città di Cartagine
Tunisia: sulle tracce di Didone e della città di Cartagine
Tunisia: sulle tracce di Didone e della città di Cartagine
Tunisia: sulle tracce di Didone e della città di Cartagine

Cartagine significa Didone, la regina innamorata che, sedotta e abbandonata si dà la morte; significa guerre e orgoglio, e un vincitore che sparge il sale sulle rovine della città, maledicendone per sempre gli abitanti. Il sito archeologico di Cartagine, visitabile, si trova in Tunisia, luogo di vacanze spensierate al mare, ma anche culla di antiche civiltà. Interessante recarvisi per vedere quella che fu la potente capitale del regno della sfortunata regina, e ascoltare tutte le storie che le sue rovine sanno narrare. Sono sparsi su una decina di siti e su due chilometri i resti di quella che fu la città fenicia: la visita inizia dalla collina di Byrsa, dalla cui sommità è più facile farsi un’idea della grandezza che l’abitato aveva raggiunto.

Inoltre, qui sorge il Museo di Cartagine, in cui sono stati raccolti manufatti, statue e mosaici sia punici che romani. Questa zona rappresentava l’antica acropoli cittadina: oggi vi sorgono anche degli edifici risalenti al dominio francese. Si prosegue, quindi, verso Topeht, il luogo in cui si consumavano i tristemente famosi sacrifici umani che vedevano sfortunati protagonisti i bambini. È un enorme cimitero di 100 metri per 200, e le steli qui piantate ricordano ciascuna un bimbo sacrificato ai sanguinari dei fenici. Più a nord sorgevano i due porti, uno militare, famoso per poter dare riparo a più di 200 navi alla volta, e l’altro commerciale. Merita, infine, una sosta l’Anfiteatro dei Martiri, di epoca romana, nel quale furono massacrati decine e decine di cristiani e dove trovò la morte anche Santa Perpetua, oggi ricordata da una stele posta in sua memoria nell’arena. Purtroppo, nel corso dei secoli, l’anfiteatro è stato più volte saccheggiato e poco e nulla si è salvato dei tanti splendidi manufatti che lo abbellivano e lo resero famoso nell’Impero.



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