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Palazzo del Potala, in Tibet: il simbolo del Buddhismo
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Palazzo del Potala, in Tibet: il simbolo del Buddhismo
Palazzo del Potala, in Tibet: il simbolo del Buddhismo
Palazzo del Potala, in Tibet: il simbolo del Buddhismo
Palazzo del Potala, in Tibet: il simbolo del Buddhismo
Palazzo del Potala, in Tibet: il simbolo del Buddhismo

Nel cuore del misterioso Tibet, un complesso di palazzi simbolo del buddhismo: si tratta del Potala, che per diversi secoli fu il palazzo d’inverno del Dalai Lama, oltre ad essere sede di attività politiche. Considerato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1994, il palazzo sorge sul Monte Rosso (Marpo Ri), ad un’altitudine di 3700 metri, a Lhasa, capitale del Tibet. Il complesso di edifici segue nella sua struttura la configurazione del monte, integrandosi in piena armonia con un paesaggio mozzafiato, e colpisce i visitatori per la sua imponenza grandiosa; non a caso, era definito “perla del tetto del mondo” e rappresenta un autentico capolavoro dell’arte tibetana.

Il Potala, il maggiore complesso di palazzi tibetani di età antica a più piani che si sia conservato, fu costruito nel VII secolo dal re Songtsen Gampo con il nome di “Palazzo del Monte Rosso” e lo scopo di onorarvi la moglie Wencheng. Circondato da tre cerchie di mura, i palazzi erano il centro politico e simbolico della dinastia Tubo. Quando questa perse il potere, il Potala fu abbandonato, per essere poi ricostruito a partire dal 1645 con lavori e vari ampliamenti che durarono per ben 350 anni. Nel corso di questa ristrutturazione sono stati realizzati meravigliosi  dipinti murali sulle pareti delle sale, dei corridoi e dei padiglioni con scene di argomento storico, o tratte dalla vita comune.

Ora il Potala conta 13 piani, per un’altezza totale di 117 metri; misura 400 metri sul lato est-ovest e 350 metri su quello nord-sud. La sua struttura è composta di pietra e legno, con pareti di granito che raggiungono uno spessore massimo di cinque metri. Le fondamenta del Potala affondano invece nella roccia del Monte Rosso. Le mura esterne sono state rafforzate grazie ad iniezioni di ferro fuso, che lo rendono maggiormente resistente anche ad eventuali terremoti. I pennoni decorativi dorati invece assolvono alla funzione di parafulmini.

Il Potala, convertito in museo dal governo cinese, comprende il Palazzo bianco (Potrang Karpo), che era appunto la residenza del Dalai Lama e la sede del governo, il Palazzo rosso centrale ed infine i dormitori dei monaci. Di fronte al Palazzo rosso c’è una parete bianca dove viene collocato il Tangka di Budhda durante le feste religiose. Il Palazzo bianco ospitava vari uffici, il seminario e la stamperia. Al lato del Palazzo bianco merita una visita anche un edificio giallo che ospita grandi bandiere ricamate con simboli sacri, che ogni Capodanno vengono esposte sulla facciata meridionale del complesso. Il Palazzo rosso (Potrang Marpo), che prende il suo nome dal colore cremisi che lo distingue dagli altri edifici, ospita varie cappelle, santuari, biblioteche con importanti testi sacri buddhisti, la sala delle assemblee dei monaci e le sale delle pagode funebri di otto Dalai Lama, tra cui assolutamente da visitare è la Grande Sala Occidentale, dedicata al quinto Dalai Lama, Luosenjiacuo. La pagoda, alta 15 metri, è formata da tre parti, una base quadrata, che conserva strumenti religiosi cerimoniali, un corpo a bottiglia di legno di sandalo, rivestito da lamine dorate (per ben 3.727 kg di oro puro!) e pietre preziose (diamanti, smeraldi, agate, rubini, giade, perle) in cui sono conservati i resti del Dalai Lama con essenze aromatiche e fiori, ed infine una punta rotonda. Questa sala è quella più grande del Palazzo con 48 colonne alte più di sei metri, rivestite da abiti speciali provenienti dal Bhutan. Notevole, tra le altre, anche la tomba del tredicesimo Dalai Lama, a cui si può accedere solo con una guida o un monaco: lo stupa misura 14 metri e contiene gioielli di grande valore e ben una tonnellata d’oro. Tra le offerte votive, si possono ammirare zanne d’elefante indiane, vasi, leoni in porcellana e una pagoda ricoperta da oltre 200.000 perle. Il Palazzo rosso rappresenta il vero cuore sacro del buddhismo tibetano.

I vari edifici hanno la tipica struttura a mensole dell’architettura Han ed ospitano molte statue in legno, che raffigurano anche leoni o elefanti. Nel Potala ci sono inoltre sculture in pietra e argilla, dipinti su rotolo, preziosi reperti storici, e opere di artigianato tradizionale che comprendono tappeti, ceramiche, giade, ecc.

Per evitare affollamento, esiste un limite nel numero massimo di turisti ammessi al giorno a visitare il Potala: la quota è di 2300 persone, ma tra luglio e settembre è di oltre 6000 persone. Dai terrazzi del Potala si avvista in lontananza la grande montagna himalayana.



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