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Burg Hochosterwitz: un importante castello medievele Austriaco
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Burg Hochosterwitz: un importante castello medievele Austriaco
Burg Hochosterwitz: un importante castello medievele Austriaco
Burg Hochosterwitz: un importante castello medievele Austriaco
Burg Hochosterwitz: un importante castello medievele Austriaco
Burg Hochosterwitz: un importante castello medievele Austriaco

Una tra le attrazioni più ispiratrici dell’intera Carinzia è sicuramente la fortezza di Hochosterwitz. Posta a 10km a est di St.Veit, sebbene sia chiaramente visibile in lontananza, la fortezza è adagiata su una roccia come nelle più note fiabe (pare che fu da modello ispiratore per il castello di Biancaneve, di Walt Disney), grazie alle sue fortificazioni dotate di torri che sorgono tra le pendici scoscese. Questo luogo fu fortificato dal Basso Medioevo, ma l’odierno castello fu prevalentemente opera del governatore della Carinzia, Georg von Khvenhuller, che acquistò il sito nel 1571 e il cui busto adorna la sesta porta avvicinandosi alla fortezza. Sebbene l’effetto sia molto pittoresco, la sua costruzione ebbe scopi molto seri, a carattere difensivo, dal momento che le terre sottostanti attorno a St.Veit e Klangenfurt erano costantemente sotto la minaccia dei raid turchi all’epoca. Hochosterwitz tuttora appartiene ai Khevenhuller, il cui capostipite vive in una villa nella vallata sottostante.

La fortezza, aperta da Pasqua fino alla fine di Ottobre, dalle 10:00 alle 18:00, è raggiungibile tramite un sentiero che sale attraverso quattordici porte fortificate, che un tempo controllavano l’accesso del forte interno di Hochosterwitz. Quasi tutte le porte sono decorate con strabilianti busti e rilievi; la prima, il Fahnrichtor, o porta della bandiera, conserva le armi dei Khavenhuller, tra cui una ghianda, emblema della residenza originaria della famiglia vicina a Villach, Eichelberg (Collina della Ghianda), e il bambino Gesù accanto a un agnello. La fortezza in cima alla collina è un po deludente, non c’è molto da vedere, a parte la presenza di un cafè nel cortile centrale ed un museo con le descrizioni in tedesco. Tra le antiche armi e i ritratti di famiglia appesi alle pareti c’è un pezzo di carta con la firma del Re Giacomo I d’Inghilterra (si tratta di un’eredità del Stammbuch di Hans von Khevenhuller, la sorta di diario in cui gli aristocratici del tempo raccoglievano ricordi dei dignitari che incontravano nel corso dei loro viaggi).

Chi non ama le salite può approfittare dell’impianto di risalita fino alla fortezza. Il prezzo del biglietto, acquistabile presso la biglietteria posta ai piedi del castello, poco prima della prima porta, è di 7€ per la salita pedonale attraverso le quattordici porte, oppure di 12€ per salire comodamente fino in cima grazie ad un moderno ascensore. Nonostante la salita a piedi sia piuttosto lunga ed impegnativa la consigliamo vivamente in quanto gran parte del fascino di questo luogo è dato proprio dalle varie porte poste a difesa del castello, ognuna delle quali con un preciso compito e funzione.

Le quattordici porte di Burg Hochosterwitz
La prima porta, denominata Fahnrichtor, è caratterizzata da un pesante e massiccio portone in legno rivestito di lamine metalliche, decorato con un bassorilievo dedicato a Margherita Maultasch. Il compito principale di questa prima porta, nella quale trovavano alloggio alcuni sbandieratori, era unicamente quello di segnalare le mosse del nemico ai difensori della fortezza soprastante.
La seconda porta fu chiamata Wachtertor, o porta delle guardie, ed aveva il compito di proteggere il fianco inferiore della montagna. Proseguendo attraversiamo la terza porta, Nautor, un piccolo presidio fortificato che aveva il compito di rallentare l’ascesa del nemico verso la quarta porta denominata Engelstore, una delle maggiori porte, a sovrastare lo strapiombo, munita di sotterranei, in grado di resistere in piena autonomia come una piccola fortezza. Arrivati a questo punto potrete accorgervi di essere già saliti abbastanza in alto da poter ammirare il panorama circostante da una certa quota.

La quinta porta, chiamata Lowentor, fu dotata di ponte levatoio. Il sesto sbarramento, Manntor, era dotato di particolari accorgimenti per ostacolare l’avanzata del nemico verso la più importante delle porte: la Khevenhullertor, così denominata in onore del feudatario Giorgio Khevenhuller. Questa porta custodisce un bassorilievo che lo raffigura alla testa delle truppe che affrontarono i Turchi nel 1578. L’ottava porta, Landsschaftor, è una delle più apprezzate in quanto cela un ingegnoso trabocchetto grazie al quale gli assalitori venivano scaraventati in un precipizio qualora fossero riusciti a superare il portone d’ingresso; quello che potrebbe sembrare un normale ponte infatti, era stato ingegnosamente costruito su di un unico perno centrale in modo tale da ruotare su se stesso nel caso in cui i turchi avessero tentato di camminarci sopra.

Le successive tre porte, Reisertor, Waffentor, e Mauertor, sono meno complesse e appariscenti ed avevano solo il compito di rallentare la progressione del nemico. La dodicesima torre, la Bruckentor, forma un baluardo molto efficace che sfruttava la sua posizione dominante ed un ponte levatoio. La successiva porta, Kirchentor, è oramai in prossimità del castello vero e proprio e anticipa la quattordicesima e ultima torre: la Kulmertor anch’essa dotata di ponte levatoio e solide mura che costituiva l’ultimo baluardo prima delle mura di cinta di Hochosterwitz.

Superato il perimetro del castello ci è immediatamente chiaro il perché sia stata scelta questa altura per un sito difensivo: la visibilità di tutto il circondario è perfetta ed è impossibile non scorgere movimenti da grande distanza. Staccando gli occhi dal magnifico panorama circostante, alle nostre spalle notiamo la graziosa cappella dedicata a St. Nicolaus. In un’ala del castello è stato allestito un interessante museo con armature del XVI secolo, artiglierie, dipinti storici ed un bell’altare in bronzo dorato del 1580. La facciata principale del castello è orientata ad occidente. La corte interna è dotata di pozzo ed ospita una tavola calda all’aperto.



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