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Alla scoperta di Teramo, in Abruzzo
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Alla scoperta di Teramo, in Abruzzo
Alla scoperta di Teramo, in Abruzzo

Sotto le pendici del Gran Sasso, in una zona collinare dell’Abruzzo settentrionale, si trova Teramo, capoluogo di provincia di grande interesse turistico. Si tratta di una città popolata già in tempi antichissimi, nonché centro principale dei Pretuzi. Nella sua storia, fu municipio romano e venne in seguito saccheggiata dai Visigoti e conquistata dai Longobardi. La città fu poi contesa tra i Normanni e i duchi di Puglia, dopodiché attraversò un periodo non facile, in cui fu quasi distrutta, dal quale però si risollevò pienamente, grazie al passaggio sotto la dominazione vescovile. In seguito, fu sottoposta al controllo del Ducato di Atri ed ebbe un lungo periodo di decadenza,  da cui faticò molto a riprendersi. Infine, entrò a fare parte del regno di Napoli, dove rimase fino all’Unità d’Italia.

I segni tangibili del passato storico teramano sono oggi numerosi. La visita cittadina può cominciare dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo, il patrono cittadino. Si tratta di uno splendido edificio in stile romanico e gotico, che testimonia il fiorente periodo medievale della città. Da vedere è poi la Chiesa di San Domenico, un edificio trecentesco contenente importanti opere d’arte e un pregevole organo. Appena fuori le mura cittadine sorge invece il Santuario della Madonna delle Grazie, un antico edificio contenente un interessante gruppo ligneo della Madonna con Bambino di Silvestro dell’Aquila. Tra gli edifici religiosi spicca anche la Cattedrale di Sant’Anna, al cui interno si conservano i resti di una domus romana, nonché antichi affreschi. Nell’antico centro storico cittadino sorgono poi numerosissime altre chiese, tra le quali spicca la Chiesa di Sant’Antonio, una maestosa costruzione rifatta in stile barocco, il cui interno è diviso in due chiese, l’una detta di San Francesco e l’altra, realizzata dove un tempo sorgeva il vecchio refettorio, di Sant’Antonio

 Riguardo l’architettura civile, da non perdere è Palazzo Delfico, sede oggi della Biblioteca provinciale, così come lo splendido Castello Della Monica, ricostruzione ottocentesca di un edificio medievale. Situato sul piccolo colle di San Venanzio, il Castello si collega al gusto neogotico e fu voluto e progettato dall’artista teramano Gennaro Della Monica. Da vedere è anche Palazzo dei Melatino, struttura di origine medievale risalente al XIII secolo. Si tratta di un edificio a tre piani, a pianta quadrata, con finestre tipicamente ghibelline. Al suo interno, il Palazzo conserva oggi una ricca collezione di maioliche antiche abruzzesi e di porcellane europee.

  Rimanendo in ambito museale, da vedere sono anche il Museo Archeologico e la Pinacoteca, entrambi ospitati nel suggestivo scenario dei giardini della  Villa Comunale, edificio neoclassico cittadino. Interessante è poi scoprire i resti del periodo romano di Teramo, che è testimoniato dalla presenza del Teatro Romano, dell’Anfiteatro Romano, della Necropoli di Ponte Messato e della Domus e Mosaico del Leone.

Una delle particolarità della città è il suo essere situata nel punto esatto in cui il fiume Tordino confluisce con il torrente Vezzola, cosicché entrambi i due corsi d’acqua cingono il suo centro storico. Nell’alveo di ciascuno dei due bacini idrografici è stato creato il Parco Fluviale, una grande area verde con un lungo percorso ciclopedonale. Tra le tante attrattive teramane, c’è poi anche l’Osservatorio astronomico di Collurania, che sorge a circa quattro chilometri dalla città.

Pochi sanno che Teramo è anche la capitale mondiale della pallamano, in quanto qui si tiene la Coppa Interamina, che è una manifestazione sportiva equivalente alle olimpiadi della pallamano. Teramo, dal 1972, è sede di questo evento, che vede la partecipazione di giovani provenienti da tutto il mondo.

Anche a livello culinario, l’offerta locale si presenta estremamente ricca. La cucina tipica proviene da antichissime tradizioni contadine ed è perfettamente esemplificata da un piatto chiamato Virtù, un’elaborata preparazione a base di legumi, carciofi, spinaci, cicoria, zucchine, cipolla, prosciutto, cotenna, cotiche di maiale, che vanno cotte separatamente e solo successivamente unite alla pasta, che può essere di vari tipi e colori. Altro piatto principe sono i maccheroni alla chitarra, ovvero con un sugo di piccolissime polpettine. Fanno parte della gastronomia tradizionale anche le scrippelle, simili alle crepes francesi, così come la zuppa di ceci, funghi e castagne e la Nocca Nocca, piatto povero tipico contadino, nel quale si utilizzano tutte le parti del maiale che non possono diventare salumi. Tra i dolci spiccano i Caggionetti, ravioli dolci con un ripieno a di base di castagne, insieme ai classici cioccolato, mandorle tostate, cedro candito, buccia di limone, rhum e cannella, così come i pepatelli e le sfogliatelle con la marmellata d’uva. Dalle colline teramane provengono poi i vini tipici abruzzesi, tra cui spicca il Montepulciano d’Abruzzo rosso, considerato uno dei migliori vini della penisola.

Per scoprire un affascinante volto della regione abruzzese, visitare Teramo è d’obbligo.



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