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Parco Nazionale del Pollino: perfetto per turisti di ogni età
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Parco Nazionale del Pollino: perfetto per turisti di ogni età
Parco Nazionale del Pollino: perfetto per turisti di ogni età
Parco Nazionale del Pollino: perfetto per turisti di ogni età
Parco Nazionale del Pollino: perfetto per turisti di ogni età
Parco Nazionale del Pollino: perfetto per turisti di ogni età

L’Italia, da nord a sud,  è un tripudio di aree protette e riserve. La più grande di queste è il Parco Nazionale del Pollino, un gioiello da quasi 200.000 ettari situato a cavallo tra Calabria e Basilicata, precisamente nelle province di Potenza, Matera e Cosenza. Il territorio di quest’area protetta comprende qualcosa come 52 comuni, molti dei quali di interesse storico. Il paese posto a livello più alto è Alessandria del Carretto, che si trova a 1000 m sopra il livello del mare ed è una località particolarmente interessante per le sue tradizioni culturali e musicali, rimaste invariate dall’antichità. La nascita del Parco nazionale del Pollino è datata 1988, anche se gli organismi tecnici e amministrativi della riserva hanno preso corpo nel 1993 e 1994 ed hanno la loro sede principale a Rotonda, in provincia di Potenza. Il Parco prende il nome dal massiccio del Pollino, che comprende tutte le maggiori cime della catena appenninica meridionale. Il significato di questa denominazione si traduce, secondo alcuni esperti, con “giovane animale”e deriverebbe dall’antica consuetudine di condurre qui gli animali al pascolo nella stagione primaverile. Altri studiosi collegano “Pollino” ad Apollo, Dio della salute, cui il monte è legato per la grande varietà di erbe medicinali e aromatiche che lo ricoprono, in un turbine di colori e profumi senza fine.

Terza e ultima ipotesi vuole il Pollino luogo di culto degli abitanti della Magna Graecia, teoria che ha a suo vantaggio il ritrovamento in loco di una lastra di marmo, probabilmente appartenuta al frontone di un tempio greco. La caratteristica principale di questo Massiccio è la sua composizione di rocce calcaree e calcareo-dolomitiche, che lo rendono molto soggetto a fenomeni legati a erosione e carsismo, i quali ne modellano continuamente l’aspettoTornando a parlare del Parco, è bene sapere che il suo simbolo per eccellenza è il Pino coricato, una specie rarissima, che si adatta agli habitat più ostici. Oltre a questo, la flora del luogo è composta da abete bianco, faggio, aceri, pino nero, querce e castagni. In primavera fanno capolino splendide specie floreali quali viole, orchidee, genziane e campanule, mentre in estate sboccia il raro giglio rosso. Come detto prima, anche le piante officinali, unite a timo, menta, lavanda, frutti di bosco, fragoline di bosco, lamponi e mele selvatiche, giacciono in gran quantità all’interno dell’area. Riguardo la fauna, anche in questo caso, ciò che si nota è la grande varietà di specie, tra cui alcune già estinte negli altri luoghi montuosi. Aquila reale, picchio nero, gufo reale, nibbio, falco pellegrino, lupo appenninico, gatto selvatico, cervo, grifone, capriolo e lontra sono solo alcune delle creature che popolano quest’immenso spazio naturale.

Inutile dire che una delle attrattive principali del Parco, grazie alla ricchezza delle sue fauna e flora, è la possibilità di effettuare escursioni, sia a piedi, che in mountain bike. Innumerevoli sono gli itinerari per il trekking. Si va dai percorsi ideali per le famiglie a quelli geologici e tematici, creati apposta per chi vuole studiare a fondo le caratteristiche del luogo, senza limitarsi all’apparenza. Oltre a paesaggi naturali da brivido, altrettanto spettacolari sono i paesini situati all’interno dell’area. Fantastico, per esempio, è Valsinni, il paese della poetessa di origini francesi Isabella Morra, uccisa dai fratelli a causa della sua relazione con un poeta spagnolo abitante in un paesino vicino. Qui, tutte le estati si tiene “L’estate di Isabella”, manifestazione che offre mostre, spettacoli teatrali e degustazioni di prodotti tipici dell’epoca. A insaporire il tutto c’è la parvenza che il fantasma della poetessa, la notte, si aggiri nei vicoli del borgo, deliziando i turisti con le rime di suo conio. Altra perla all’interno della riserva è Rotonda, borgo medievale che conserva i ruderi del Castello feudale di Sanseverino-Bisignano, così come il Santuario di Santa Maria della Consolazionedel sedicesimo secolo con belle opere marmoreela Chiesa Madre, con pregevoli affreschi e decorazioni in stucco e laChiesa del SS. Rosario (la più antica del paese).

Meritevole è anche il Palazzo de Rinaldis con un bel portale in marmo e il Palazzo Amato, circondato da un giardino storico, con ampi saloni con camini in pietra scolpiti e la cantina dove sono conservati frantoi e torchi originari. Rotonda è anche sede dell’importante Museo di Storia Naturale del Mercuri, con all’interno una ricca esposizione di fossili, tra i quali i resti di un elefante e di un ippopotamo rinvenuti nella zona. Altro paese culturalmente ricco è Latronico, che ospita il Museo Civico Archeologico e il Museo delle Arti, dei Mestieri e della Civiltà Contadina. Degna di nota è poi la Chiesa di Sant’Egidio Abate, con tanto di reliquiario d’oro, unita alla Chiesa di San Michele e a quella di San Nicola. Latronico è poi famoso per la lavorazione artigianale dell’alabastro bianco con venature grigio-azzurre, noto appunto come marmo di Latronico e anche per la presenza delle Terme Lucane, un moderno complesso termale che sfrutta la presenza delle sorgenti d’acqua sulfureo-magnetiche chiamate “La Calda”, le cui proprietà benefiche sono note sin dall’antichità. Come da tradizione italiana, anche la zona del Parco Nazionale del Pollino è molto ricca dal punto di vista gastronomico, in quanto il settore agroalimentare è una delle peculiarità del luogo. Oltre al fascino della natura e dei paesini, favolosa sarà anche l’esperienza sensoriale offerta da tutte le botteghe e le vecchie osterie presenti all’interno dei vari borghi, dove si crea un irresistibile connubio tra saperi e sapori di una volta. Tra gli innumerevoli prodotti tipici che spiccano per bontà troviamo i salumi, il miele, i famosi peperoni cruschi di Senise (essiccati al sole e fritti), le marmellate, la ricotta, il rinomato pane di Cerchiara e il gustoso moscato si Saracena. Qualsiasi siano l’età e le attitudini del turista che vi si reca,  un viaggio al Parco Nazionale del Pollino è un’esperienza unica e indimenticabile, che coinvolge tutti e cinque i sensi.



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