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Trieste: una città italiana cosmopolita
Trieste: una città italiana cosmopolita

Giasone vi cercò il vello d’oro… Trieste è una città dalle origini antichissime. Borgo di pescatori, divenne colonia romana nel 50 a.C. e quindi cinto di mura e arricchito di costruzioni come il Faro e il Teatro, i cui resti sono visibili sul colle di S. Giusto. Divenuta libero comune nel 1300, si pose spontaneamente sotto la protezione asburgica, con la cui dinastia instaurò un fecondo rapporto. Trieste diventò “moderna” nel 1719, quando Carlo VI decretò la liberazione di navigazione assegnando alla città il privilegio di Porto Franco. Con Maria Teresa e Giuseppe II il commerciò s’intensificò ulteriormente facendo affluire molte persone nella città che divenne (ed è tutt’oggi) un centro cosmopolita.

A seguito dall’aumento della popolazione, Trieste si allargò fino a collegare i vari colli che si protendono verso la costa. Il clima di prosperità ottocentesco che vide la fondazione di grandi gruppi assicurativi, di compagnie di navigazione e di produzioni artistico/culturali rafforzò un intimo sentimento di italianità che si coronò nel 1918 con il ritorno all’Italia. Purtroppo però questo relegò Trieste a “porto qualunque”, facendole perdere lo stato di unicità che aveva nella situazione geopolitica precedente. Il secondo conflitto mondiale rappresentò l’inizio del periodo buio di Trieste, che si ritrovò amministrata per metà dagli angloamericani e per metà dagli juguslavi sino 1954, quando fu definitivamente restituita all’Italia.

Passeggiando per la Piazza dell’ Unità, chiamata Piazza Grande, la piazza principale di Trieste, si capisce il motivo del nome:il vasto ambiente rettangolare è caratterizzato da stupendi palazzi come il Palazzo Modello, casa Stratti e il Palazzo Pitteri (solo per citarne alcuni)su tre lati, mentre il quarto lato si affaccia direttamente sul mare. Se a destra troviamo la colonna sulla quale si erge la statua di Carlo VI, al centro si trova la Fontana dei quattro continenti (1753 circa) in cui 4 statue rappresentano i quattro continenti conosciuti all’epoca della sua costruzione. Camminando verso destra ci s’inoltra nel Borgo Teresiano, un quartiere fondato da Maria Teresa d’Austria  per venire incontro alle esigenze dei triestini. In stile neoclassico, fu abitato inizialmente da commercianti e mercanti.

Continuando a camminare s’incontra il Palazzo Carciotti, prospiciente il mare e riconoscibile per la sua cupola azzurra e il colonnato in facciata. Al giorno d’oggi il palazzo è sede della Capitaneria di Porto. Passeggiando s’incontrano la Chiesa S. Antonio Taumaturgo, in stile neoclassico e la Chiesa serbo-ortodossa si S. Spiridione, in stile neo-bizantino. Ritornando verso la Piazza dell’Unità si arriva in Piazza della Borsa la cui facciata, contraddistinta da un colonnato dorico, richiama i templi greci. Volgendo lo sguardo  a sinistra notiamo il Palazzo Tergesteo, mentre se guardiamo a destra possiamo ammirare Casa Rusconi, uno dei pochi esempi di architettura barocca a Trieste. La statua di Leopoldo I, imperatore d’Austria, domina l’intera piazza sulla quale si affaccia anche un esempio di Art Nouveau: Casa Bartoli. Dopo aver attraversato la galleria del Tergesteo si giunge al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, in stile neoclassico e sede di numerose rappresentazioni liriche e operistiche.

Il cosmopolitismo di Trieste è testimoniato dai numerosi luoghi dedicati  a culti diversi da quello cristiano-cattolico: La Chiesa S. Spiridione Taumaturgo(consacrata al rito serbo-ortodosso), la Chiesa S. Nicolò dei greci (rito greco-ortodosso), la Chiesa evangelico luterana e il monumentale Tempio Israelitico di Piazza Giotti, costruito in sostituzione di quattro sinagoghe già presenti in città. Purtroppo Trieste fu infelicemente famosa per aver ospitato l’unico campo di sterminio italiano: la Risiera di S. Sabba, divenuta sede di un museo dedicato alla memoria. Nato come sede della memoria e della cultura ebraica è il museo ebraico “Carlo e Vera Wagner”: ubicato in Via del Monte ospita oggetti sacri tutt’ora utilizzati nel tempio durante le festività. E il cimitero ebraico, in via della Pace e di fianco al cimitero cattolico.

Trieste e il caffè: binomio indissolubile. Oltre alla produzione industriale di fama mondiale, Trieste è la città dei caffè: locali dal gusto retrò  dove, chiudendo gli occhi, si vedono i grandi Stendahl, Joyce, Svevo e Saba che sorseggiano la loro bevanda. Il e i caffè sono talmente vivi nella cultura triestina che nel 1998 è stata ideata la manifestazione “le vie del caffè” che, nel periodo natalizio, rende proprio i caffè sedi di concerti e spettacoli.

Anche se… è bene andare a Trieste per un poco di più che “il tempo di un caffè”.



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