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Cascate dell’Acqua Fraggia e in cima fino Savogno
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Cascate dell’Acqua Fraggia e in cima fino Savogno
Cascate dell’Acqua Fraggia e in cima fino Savogno
Cascate dell’Acqua Fraggia e in cima fino Savogno
Cascate dell’Acqua Fraggia e in cima fino Savogno

Se state cercando un modo per ritrovare il contatto con la natura e riscoprire quanto sia meravigliosa, una bella giornata trascorsa al fresco delle cascate dell’Acqua Fraggia della Valchiavenna o a spasso per le montagne fin su al piccolo borgo di Sondrio, sono sicuramente due dei modi più suggestivi per farlo.

All’imbocco ovest della Val Bregaglia troviamo Piuro, piccolo paesino nel quale troviamo il bacino dell’Acqua Fraggia; stupende cascate caratterizzate dal doppio salto finale. Il nome della cascata deriva da “Acqua Fracta” proprio ad indicare il continuo interrompersi del torrente in cascate di varia dimensione e forma.

La sorgente si trova a ben 3050 metri sul livello del mare, più precisamente a Pizzo di Lago; qui nascono fiumi che sfociano nel Mar Nero, nel Mare del Nord e nel Mar Mediterraneo. Le cascate formate durante la discesa verso il fondovalle sono state istituite Riserva Naturale nel 1984! Ai piedi delle cascate potrete trovare aree attrezzate con chioschi, panchine e tavoli di legno per pranzare respirando la natura oppure rilassandosi all’ombra dei vari castagneti in zona.

Se invece siete amanti delle passeggiate, vi consigliamo di salire fino al borgo di Savogno, a circa 1000 metri di altitudine. Savogno è un piccolo agglomerato di case abitato a partire dal XV secolo, poi completamente abbandonato per il giungere della peste e altre disgrazie. Per raggiungerlo ci sono due diversi sentieri: quello panoramico, più arduo ma che costeggia la cascata e naturalmente più interessante e quello che parte da Borgonuovo e sale fino Savogno per mezzo di 2800 gradini circa.

Salendo in cima sarà possibile trovare varie piccole stalle dei bei tempi che furono, un enorme torchio da vino del ‘700 e piccole case pastorali. Arrivati fin su a Savogno, vi accorgerete subito che la scalata vale la candela. Ci viene subito offerta un’atmosfera caratteristica, con le piccole case in pietra e legno, tutto molto caratteristico. L’unica chiesa, quella di S.Antonio Abate e Bernardino da Siena, conserva ancora il campanile originario del 400.

Savogno, disabitato com’è (non in estate e nei weekend) offre comunque un rifugio, chiamato proprio Rifugio di Savogno in cui potrete rifocillarvi e godere delle ottime pietanze preparate dalla famiglia Stucchi. Il proprietario, Antonio, brianzolo d’origine, è un tipo molto simpatico, alla mano e gentile. Farci quattro chiacchiere dopo pranzo fa quasi parte del menu, e proprio come questo, non delude affatto. Al chiedergli come mai la decisione di essere uno dei pochissimi abitati di Savogno ci risponde che nella sua vita ne ha provate di tutti i colori e questo piccolo borgo, è tutto ciò che ora desidera.

Per quanto riguarda il menu offerto dal rifugio troviamo: Tagliere del rifugista, Insalata mista con formaggio, Gnocchetti di chiavenna, Tagliatelle con panna e salsicce, Stracotto di Asino, Entrecote di Manzo, Torte e Semifreddi. Che altro dire, trascorrerete sicuramente una piacevole giornata immersi nella natura e perchè no, anche nella gastronomia locale!



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E' stato ricevuto un solo commento

  1. Premetto : posto bellissimo, cascate e paesaggio spettacolare. I sentieri purtroppo non sono cosi’ facili e agili come ce li hanno descritti soprattutto se come noi si hanno bambini. Non siamo montanari ma neanche sedentari; una volta arrivati al rifugio Savogno con un’ora e mezzo di ritardo, nonostante diverse telefonate se non era il caso di rinunciare, il responsabile non si e’ nemmeno sincerato delle nostre condizioni. Ci ha servito freddo e distraccato dei piatti buoni ma ….. normalissimi. (e un po’ cari). Peccato. Lo rifatemo, magari piu’ allenati,pero’ adesso sappiamo almeno cosa ci aspetta. …. pranzo al sacco .

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