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Il Castello di Gradara, nelle Marche. Storia e romanticismo
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Il Castello di Gradara, nelle Marche. Storia e romanticismo
Il Castello di Gradara, nelle Marche. Storia e romanticismo
Il Castello di Gradara, nelle Marche. Storia e romanticismo
Il Castello di Gradara, nelle Marche. Storia e romanticismo

Un luogo romantico, ancora più magico durante le feste natalizie: questa volta ti portiamo al castello di Gradara, nelle Marche, una rocca medievale da cui è possibile gettare lo sguardo, anche ad occhio nudo, fino all’Adriatico. La fortezza sorge su una collina al confine con la Romagna, nella provincia di Pesaro ed Urbino, ad un’altitudine di 142 metri e fu costruita nel 1150 dalla famiglia dei De Griffo, ma, al centro degli scontri tra le casate e il papato, fu poi affidata dal pontefice a Malatesta da Verucchio, capostipite della dinastia dei Malatesta, signori di Rimini e Cesena. Si racconta così che essa possa essere stata lo scenario dell’amore infelice e tragico di Francesca da Rimini e suo cognato Paolo, cantato nel celeberrimo canto V della Divina Commedia. Questo particolare, autentico e semplicemente leggendario che sia, ha contribuito alla fama del castello, che è uno dei monumenti più visitati della regione. La fortezza ha ospite anche gli Sforza, i Borgia e i Della Rovere.

Il torrione principale della rocca arriva ad un’altezza di ben 30 metri. Il castello, che risalta nel paesaggio verdeggiante e nell’azzurro del cielo con il colore ocra dei suoi mattoni, è circondato da due cinte murarie, costruite successivamente nei secoli XIII e XIV, e quella più esterna si sviluppa per quasi 800 metri, sicché la struttura della fortezza, con ben sedici torri, risulta particolarmente imponente e grandiosa.

All’interno del castello c’è un’impressionante Sala delle Torture, la Sala del Mastio, in cui si può ammirare un camino con decori in rilievo ed accessori originali, così come una Madonna con Bambino costruita in pasta di gesso, la Sala di Sigismondo e Isotta, con ancora altri due camini e un dipinto su tavola con un’altra Madonna con Bambino, San Domenico e San Paolo. Tutt’intorno ci sono quindici scene con episodi della vita di Gesù e di Maria. Meravigliosa la vista dalla Sala Malatestiana, mentre purtroppo non sono in buone condizioni i dipinti sul soffitto della Sala della Passione, che raffigurano appunto la Passione e la Resurrezione di Cristo. Il Camerino di Lucrezia Borgia, sala di lettura della discussa nobildonna, con tanto di arredi originali, è decorato con immagini tratte dal mito, come il giudizio di Paride, oppure allegoriche. Da ammirare sono poi stemmi, mobilio e dipinti delle varie camere da letto, tra cui quella dedicata a Francesca. La Sala del Consiglio e quella della Giustizia erano i luoghi principali poi delle attività politiche e amministrative dei signori che abitarono la rocca.

Oggi la fortezza, restituita nel corso del Novecento al suo originario splendore, è di proprietà demaniale ed è scenario di una ricca stagione di eventi. Si segnalano in particolare quelli previsti  per il mese di dicembre e il periodo natalizio con spettacoli per bambini, concerti, danze e un suggestivo corteo per la venuta dei Re Magi, mentre il centro storico si riempie di prodotti artigianali tipici e dei profumi di caldarroste, vin brulè e cioccolata calda; non mancano anche iniziative culturali, sempre di tema medievale, a San Valentino, mentre d’estate è possibile anche visitare il castello di notte, tra musica e degustazioni. Il terzo fine settimana di luglio inoltre ci si può immergere ancor più nel fascino del passato in una tre giorni di rievocazione storica con tanto di costumi d’epoca.

L’ingresso nel castello è gratuito per chi ha un’età inferiore ai 18 anni o maggiore ai 65; per le altre categorie è a pagamento, ma sono previste varie riduzioni. In primavera e in estate meglio prenotare in anticipo la visita guidata. Suggestivo anche il borgo medievale di Gradara, il cui nome (da “grata aura”) da sempre testimonia la sua bellezza naturale, esaltata dalla fitta boscaglia che ricopre il colle, da ulivi e vigneti. Nel complesso l’area è ideale anche per le gite scolastiche.

Per raggiungere la zona, si può utilizzare l’autostrada A14 oppure arrivare in treno fino a Cattolica o Pesaro, e poi prendere i bus che giornalmente le collegano a Gradara. Per chi preferisce l’aereo, gli aeroporti più vicini sono quelli di Rimini ed Ancona, ma non distano molto neanche quelli di Forlì e Bologna.



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