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Il Castello della Manta: uno squarcio di storia in Piemonte
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Il Castello della Manta: uno squarcio di storia in Piemonte

Oggi vi presentiamo un castello molto affascinante che sorge nella provincia di Cuneo, precisamente a Manta, vicino Saluzzo, tra morbide colline. Si tratta di una costruzione risalente al XII secolo, che però è stata nel tempo riadattata, come in molti altri casi, ad abitazione signorile successivamente: infatti quel che vediamo oggi è frutto soprattutto della fisionomia che all’edificio diede la famiglia Saluzzo della Manta nel Quattrocento.

Il castello, che è stato inserito tra i “Castelli aperti”, un circuito turistico del Basso Piemonte, è gestito dal FAI ed ospita spesso iniziative culturali. La struttura del maniero comprende una torre e i resti di altre torri poi abbattute, un giardino di vaste dimensioni e diverse sale affrescate, tutte meritevoli di una visita. Il motto dei conti della Manta d’altronde invita proprio ad ammirarlo senza fretta.

Notevole è soprattutto il salone baronale del castello, in cui è possibile ammirare un ciclo di affreschi che costituisce un esempio mirabile e superlativo del tardogotico applicato a soggetti profani; vi sono infatti rappresentati su una parete nove eroi e nove eroine del mito classico o della letteratura biblica (tuttavia in abiti quattrocenteschi), tutti presenti  in un’opera del marchese di Saluzzo Tommaso III, mentre su quel lato opposto si può notare un’emblematica raffigurazione della fontana della Giovinezza, immagine ricorrente nei romanzi francesi medievali. Una fila disordinata di personaggi di vario tipo ed età si dirige verso una fontana di forma esagonale, da cui alcune figure escono visibilmente rigenerate.La galleria affrescata rappresenta proprio una delle parti più recenti della costruzione: risale infatti probabilmente ad un periodo compreso tra il 1416 e il 1426. Questi affreschi sono opera di un pittore anonimo, indicato come Maestro del Castello della Manta.

In un’altra sala invece, in una piccola nicchia, c’è un altro affresco a cui prestare molta attenzione: si tratta di una tenera rappresentazione della Vergine nell’atto di allattare il piccolo Gesù. L’opera, anche in questo caso di un pittore anonimo, che si presume però diverso dall’artista della galleria, è pertanto comunemente chiamata “Madonna del Latte”.

In stile manierista è invece la cosiddetta “Sala delle grottesche”, risalente alla seconda metà del Cinquecento:  sul soffitto sono infatti rappresentate le grottesche, decorazioni lineari e geometriche che traevano ispirazione da quelle rinvenute nelle rovine della Domus Aurea di Nerone e si diffusero molto durante questo periodo. Al secondo piano del castello c’è poi una sala molto misteriosa: nel suo soffitto si cela un mappamondo, circondato da un’immensa lettera “O” ed accompagnato dalla scritta “spiritus intus alit”. Vi si rappresenta già l’America e l’Antartide, nonostante l’America non fosse stata ancora scoperta!

Accanto al castello c’è anche una chiesa, di cui si segnala lungo l’abside un ciclo di affreschi con episodi della vita di Cristo, probabilmente sempre quattrocentesco, e la cappella funeraria di Michelantonio, che presenta un soffitto riccamente decorato sempre in stile manierista tra stucchi e affreschi, similarmente a quello della Sala delle grottesche.

Il castello non è stato utilizzato tra il XVII e XVIII secolo, mentre in seguito divenne un ospedale militare; nell’Ottocento fu restaurato invece dai conti Radicati Marmorito, che lo acquistarono. Infine fu Elisabetta de Rege Thesauro Provana del Sabbione nel 1984 a donarlo al FAI, che lo ha nuovamente ristrutturato e aperto al pubblico. Vi si può entrare dalle 10 alle 17 (fino alle 18 in primavera ed estate) al costo di 5 euro. I bambini dai 4 ai 12 anni pagano invece 2,5 euro.  L’ultimo ingresso è consentito 45 minuti prima della chiusura del castello. Il turno settimanale di chiusura è il lunedì, tranne nel caso di lunedì festivi.

Per arrivare a Manta è possibile percorrere l’autostrada A6 che collega Torino a Savona, uscire al casello di Marene, proseguire verso Savigliano-Saluzzo e poi seguire le indicazioni stradali precise.



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