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Visitare Oristano, in Sardegna
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Visitare Oristano, in Sardegna
Visitare Oristano, in Sardegna
Visitare Oristano, in Sardegna

Molti associano la Sardegna ad un tipo di vacanza prettamente estivo, ma non è così. L’affascinante isola italiana, infatti, è  ricca di storia e arte, che, complice anche il piacevole clima mai troppo rigido, la rendono perfetta anche come meta invernale. Una destinazione interessante è Oristano, capoluogo di provincia della Sardegna centro-occidentale, situato esattamente nella pianura del Campidano. Le antiche origini della città, il cui nome era Aristanis, che significa probabilmente “tra mare e stagni”, sono sconosciute.

Il primo storico sardo cita Oristano nel 1070, indicandolo cime luogo dove si stanziò la popolazione della vicina Tharros, in seguito all’esodo totale dalla loro città, devastata dai saraceni. L’antica storia oristanese è legata fortemente al Giudicato di arborea, di cui nel XII fu capitale, ottenendo un grande sviluppo urbano ed economico, per via dei fruttuosi rapporti mercantili con Pisa e Genova. Dopo il trattato di pace del 1388, stipulato fra la giudicessa Eleonora d’Arborea e Giovanni D’Aragona, la città venne definitivamente sottomessa agli aragonesi. Sotto il dominio spagnolo, Oristano trascorse il periodo più scuro della sua storia, finché nel 1720 venne annessa al Piemonte nel Regno di Sardegna.

Numerosi sono oggi i segni del passato oristanese. La visita della località può aprirsi con Piazza Manno, dove si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il duomo cittadino, datata 1130, ma successivamente distrutta in un incendio e ricostruita secondo lo stile barocco. Della costruzione originale rimangono solamente le basi dell’abside e del campanile e la cappella del Rimedio, che vanta al suo interno alcune sculture medievali. Storia analoga quella della Chiesa di San Francesco, struttura in stile neoclassico distrutta e in seguito ricostruita da Gaetano Cima.  Tra gli edifici sacri spicca anche la Chiesa di Santa Chiara, un edificio in stile franco-gotico, con una singola navata e un abside quadrata. Interessante è la Chiesa Del Carmine, con chiostro adiacente,  opera dell’architetto Viana, che incarna uno dei migliori esempi di Barocco e Rococò oristanese. La Chiesa di San Sebastiano, conosciuta come San Sebastiano fuori le mura, era invece l’unica chiesa medievale, insieme a quella di San Martino, a trovarsi appunto fuori dalle mura cittadine, ed era perciò frequentata soprattutto da contadini e pellegrini.

Tra i monumenti spicca la Torre di Mariano II, eretta nel 1290, la quale rappresentava una delle principali porte d’ingresso dell’antica cinta muraria, di cui rimane l’unica traccia. C’è poi la Torre di Portixxedda, un torrione circolare costituito da uno zoccolo di base a sezione tronco conica, fatto in blocchi di medie dimensioni. I materiali usati per la costruzione del monumento sono calcarenti, basalti e mattoni cotti. Il centro simbolico della città è Piazza Eleonora, dedicata all’eroina che guidò Oristano e gli diede la famosa “Carta de Logu”. Numerosi sono inoltre i palazzi presenti all’interno di Oristano, che vanta anche due musei: quello archeologico Antiquarium Arborense e la Raccolta dell’opera del Duomo.

La zona oristanese presenta inoltre un panorama tra i più vari e caratteristici della Sardegna. In poco tempo, infatti, si può andare dal mare alle montagne. Un itinerario davvero interessante è quello dell’eden di cabras e tharros fenicia, che si svolge nella zona che racchiude il golfo di Oristano, detta anticamente Sinis. Questo territorio è ricco di presenze storico- archeologiche, essendo stato in passato abitato da popolazioni nuragiche, cartaginesi, fenicie e romane. Interessanti sono le rovine di Tharros, tra cui un acquedotto romano e due edifici termali, un tempio fenicio e un altare sacrificale cartaginese. Splendida è poi la spiaggia di Maimoni, situata in una costa incontaminata con uno splendido mare e rigogliosissime fauna e flora.

Come si può vedere, il territorio di Oristano è estremamente poliedrico e non poteva che esserlo anche la tradizione gastronomica locale. A farla da padrone in cucina è il pesce: aragoste, muggini, cefali, capitoni e carpe giganti. Specialità zonale è la “bottega di muggine”, così come “la merca”, a base di pesce lessato avvolto con ciuffi di salicornia. Anche la carne fa parte della cucina tradizionale, con piatti quali la gallina al mirto, la carne di agnello, il capretto e il porceddu. Il dolce tipico è il torrone, da accompagnare con la Vernaccia di Oristano, uno dei tanti vini D.O.C locali.

Per una vacanza sorprendente in ogni stagione, Oristano è il posto giusto.



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