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Pitigliano: un tesoro nel cuore della Maremma
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Pitigliano: un tesoro nel cuore della Maremma
Pitigliano: un tesoro nel cuore della Maremma
Pitigliano: un tesoro nel cuore della Maremma
Pitigliano: un tesoro nel cuore della Maremma

Nella provincia toscana di Grosseto, a circa 80 km dal capoluogo, si trova uno dei borghi più affascinanti della Penisola. Si tratta di Pitigliano,  un paese di 3.971 abitanti con origini molto antiche. L’attuale nome della località proviene dalla gens Petilia, un’importante famiglia romana, e ruota attorno a una leggenda, secondo la quale il villaggio pitiglianese sarebbe stato fondato da due romani, Petilio e Celiano, i cui nomi uniti davano Pitigliano. Alcuni ritrovamenti, testimoniano che un villaggio fosse già presente nell’attuale territorio pitiglianese nell’età del bronzo. In seguito, vi fu l’insediamento etrusco, seguito da quello romano. In epoca medievale, il paese entrò a far parte dalla contea Aldobedrandeschi, cui più avanti succedettero gli Orsini, sotto i quali il paese divenne capitale dell’omonima contea, arricchendosi di numerosi monumenti rinascimentali. In seguito, venne annesso al Granducato di Toscana, fino a quando, nel 1843, assunse il titolo di città, grazie alla crescita economica seguita alle riforme illuministiche. Storica qui è la presenza di una comunità ebraica, che nei secoli è sempre stata bene inserita nel contesto sociale, tanto da far meritare al centro storico della cittadina l’appellativo di “piccola Gerusalemme”.  Il tratto distintivo di Pitigliano sta nella sua posizione, che lascia incredulo chiunque la osservi. Il borgo si trova infatti sospeso su una rupe di tufo, in un contesto di valli verdeggianti.

Anche l’abitato del paese è tutto costruito in materiale tufaceo, tanto che distinguere ciò che è natura dall’operato umano risulta praticamente impossibile. Inoltrandosi nel centro storico, si viene colpiti dalla Sinagoga cinquecentesca, dove sono presenti  l’Aron (arca santa) sul fondo e la Teva (il pulpito) al centro, il matroneo per le donne, i lampadari e le decorazioni dipinte. Sotto la sinagoga si sviluppano vari ambienti scavati nel tufo, tra i quali il bagno rituale, il forno degli azzimi, la macelleria e la cantina kasher. Nei pressi dell’edificio giace poi il cimitero ebraico, con monumenti funebri di fine Ottocento. Il maggiore monumento del paese è però Palazzo Orsini, la residenza medievale dell’omonima famiglia, che la fece ristrutturare nel 500’ in pieno stile rinascimentale. Ancora oggi lo si può dedurre dagli stemmi in evidenza, dalle porte bugnate, dalla piazzetta con colonnato, dalle sale interne (oggi sede di museo d’arte sacra) e da moltissimi altri elementi, che rendono l’edificio d’una bellezza disarmante. Nel cortile del suddetto Palazzo giace poi l’omonimo pozzo, dalla caratteristica forma a cisterna, tipica rinascimentale, e dalle pregevoli decorazioni a bassorilievo raffiguranti la casata dei conti di Pitigliano.

Tra gli edifici religiosi spiccano il Duomo, ovvero la Cattedrale di San Pietro e Paolo, con facciata tardo-barocca e interno barocco ricco di opere d’arte, la Chiesa di Santa Maria e San Rocco,dall’insolita forma trapezoidale, edificata in epoca medievale su un preesistente tempio pagano. Uscendo dalle mura cittadine troviamo moltissimi altri edifici religiosi, tra i quali spiccano l’Oratorio Rupestre, ricco di grotte scavate nel tufo, le quali un tempo costituivano tombe etrusche e vennero in seguito trasformate nelle attuali cantine, e il Santuario della Madonna delle Grazie, che si trova in uno scenario davvero spettacolare. Molto interessante è anche la cinta muraria che incornicia il centro storico,  costruita inizialmente dagli Etruschi e ampliata successivamente in epoca medievale e rinascimentale. Di quest’ultima, purtroppo,  si conservano soltanto alcuni tratti, due dei quali sono rappresentati dalla Porta di Sovana, di provenienza etrusca, e dalla Porta della Cittadella, costruita dalla famiglia Orsini in epoca cinquecentesca. Da vedere assolutamente è poi il Parco Orsini, un parco rinascimentale che conserva, tra la vegetazione, padiglioni, statue e sedili intagliati nel tufo.

Altra nozione da sapere è che Pitigliano, insieme a Sorano e Sovana, forma la vastissima area del Parco Archeologico del Tufo, che comprende varie necropoli etrusche, collegate tra loro da suggestive strade chiamate Vie Cave, spesso alte e strettissime, tanto da fungere da trincee e costituire un efficace sistema di difesa. Dunque, dietro la parvenza di paese semplice e tranquillo, Pitigliano nasconde moltissimi segreti, scorci e luoghi nascosti, in grado di lasciare di stucco anche il più disincantato dei visitatori. Oltre che per l’importanza storica, il paese si distingue anche per un’altra caratteristica: il buon vino. Il “Bianco di Pitigliano”, infatti, è stato il primo ad ottenere la “Doc” in Maremma e, grazie alle cantine scavate nel tufo, si conserva a temperatura costante, esaltando le sue qualità. Anche l’olio è di gran pregio, adattissimo per la bruschetta, che qui è nota coma “pancrocino”. Il piatto tipico del luogo è invece lo “sfratto”, un dolce natalizio a forma di lungo bastone, con un impasto di miele e noci, che proviene direttamente dalla cultura ebraica. Per un tuffo nel passato più antico, intrigante  e sconosciuto, Pitigliano è la metà ideale.



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