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Cosa vedere ad Orvieto, la città sospesa
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Cosa vedere ad Orvieto, la città sospesa
Cosa vedere ad Orvieto, la città sospesa
Cosa vedere ad Orvieto, la città sospesa
Cosa vedere ad Orvieto, la città sospesa
Cosa vedere ad Orvieto, la città sospesa

Su una rupe di tufo, a 325 metri sopra il livello del mare, sorge una delle più belle e caratteristiche cittadine italiane. Si tratta di Orvieto, una località situata nella parte sud-occidentale dell’Umbria in provincia di Terni. L’enorme piattaforma dove sorge questo splendido comune italiano, è frutto dell’azione eruttiva di alcuni vulcani, i quali depositarono qui un’enorme quantità di materiali. L’altura dove giace la città domina la valle sottostante, in cuiscorrono i fiumi Paglia e Chiani, entrambi affluenti del Tevere. Oltre a vantare una posizione spettacolare, Orvieto è uno dei comuni più estesi d’Italia, con 21.053 abitanti e 281km quadrati di superficie. Inoltre,  il suo territorio è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana, nonché  del Parco fluviale del Tevere. In base ad un decreto del 1928, lo stemma orvietano è costituito da uno scudo ripartito in quattro e sormontato da una corona, dove, i ogni parte, è rappresentato  un simbolo diverso: una croce, un’aquila, un leone e un’oca. In passato, la cittadina è stata un centro etrusco molto importante, che raggiunse il massimo della potenza nel VI secolo a.C, per poi decadere e riprendersi solo nel primo Medioevo. Fu di Goti, Bizantini e Longobardi, dopodichè divenne libero comune. Nonostante le guerre,  le lotte e i saccheggiamenti che l’hanno vista protagonista, Orvieto è riuscita a diventare una delle città più belle d’Italia.

L’edificio più spettacolare del comune umbro è senz’altro il Duomo, un meraviglioso esempio di architettura romanico-gotica, pieno di opere d’arte e affreschi importanti, nonché custode del reliquiario contenente il Sacro Corporale, che nel 1263 si macchiò di sangue, dopo che un prete boemo senza fede spezzò l’ostia consacrata.  A prevalere in questa Chiesa è la splendida facciata, larga 40 metri e alta 52,  intarsiata di bassorilievi e impreziosita dai mosaici e dallo splendido rosone. Importanti sono anche i Palazzi dei Papi, edifici duecenteschi intitolati a Urbano IV, Martino IV e Bonifacio VIII. In quest’ultimo, ha sede il Museo dell’Opera del Duomo, che comprende dipinti di autori celebri, come Simone Martini, e statue ligne di Scuola fiorentina, francese e del Maitani. Altro museo degno di nota è quello Claudio Faina, che comprende una raccolta di resti etruschi donata un secolo fa dall’omonima famiglia di conti. Da visitare è poi il Pozzo di San Patrizio, una costruzione voluta da papa Clemente VII durante il suo soggiorno orvietese, allo  scopo di fornire acqua alle case della città sotto assedio. Profondo 62 metri e largo 13, il pozzo vanta 248 scalini e 72 finestre.

Notevoli sono anche il Palazzo del Popolo, un edificio romanicogotico datato XII secolo, caratterizzato da una maestosa scala esterna e dalla facciata merlata con trifore e il Palazzo Comunale, una struttura costruita nel 1200 e rifatta tre secoli dopo.Oltre che ricca di cose da vedere, Orvieto è anche patria di numerose feste ed eventi nel segno della tradizione popolare.  Riguardo le manifestazioni, la più solenne è senza dubbio quella del Corpus Domini, che ebbe origine proprio dal miracolo del Sacro Corporale e durante la quale, oltre alla funzione religiosa, viene fatta una rievocazione storica con un corteo di ben 400 figuranti. Anche la festa della palombella, che avviene il giorno di Pentecoste, è molto interessante. In questo giorno, viene fatta volare una colomba, legata a una raggiera scoppiettante di mortaretti su un cavo d’acciaio, la quale verrà poi donata alla prima coppia di sposi della giornata. Altro evento importante è la rassegna regionale dei vini dell’Umbria, che si tiene a giugno. Proprio i vini, tra cui l’Orvieto abboccato, secco e classico, sono il più importante prodotto tipico della zona, insieme alle salsicce, ai mazzafegati, ai salami, ai prosciutti magri e di cinghiale e ai formaggi. Tra i dolci, invece,  il più noto è il ciambellone all’anice. Riguardo l’artigianato tradizionale, le ceramiche e i cocchi, ovvero terracotte che riprendono le terraglie dei contadini, i merletti, i ferri battuti, i legni intagliati e i gioielli, sono le produzioni più note e diffuse. In conclusione, come si può vedere, Orvieto è una cittadina ricca sotto ogni punto di vista e tutta da scoprire.



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