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Cosa vedere a Saint-Marcel, in Valle d’Aosta
Cosa vedere a Saint-Marcel, in Valle d’Aosta
Cosa vedere a Saint-Marcel, in Valle d’Aosta
Cosa vedere a Saint-Marcel, in Valle d’Aosta
Cosa vedere a Saint-Marcel, in Valle d’Aosta

Numerose sono le attrattive che offre Saint-Marcel, che sorge al centro della Valle d’Aosta, dal patrimonio etnografico agli itinerari geologici, da splendidi paesaggi agli edifici storici e alla possibilità di praticare vari sport.

Interessanti sono gli esempi di architettura rurale che conservano i vari villaggi che compongono il comune, con palazzi che si ritengono anche più antichi del Cinquecento. Tra i villaggi da visitare c’è ad esempio quello di Enchasaz, con strutture come un mulino, fontane, forni, angoli conviviali che mostrano le tracce di una vita ancora con momenti comunitari, così come non mancano stalle, fienili, granai, ecc. Curiosa è invece nel villaggio di Plout la diffusissima presenza di un tipo di pietra a pallini rossi, che si dice popolarmente abbia il “morbillo” (si tratta del cloritoscisto granatifero).

Suggestive sono anche le miniere abbandonate dell’area, da cui un tempo si estraeva rame e manganese; è possibile vedere ancora oggi le vecchie baracche in cui abitavano i minatori, i forni, le teleferiche, le gallerie, ecc.

Ha incuriosita poi nei secoli il fenomeno delle “acque verdi”, che ovviamente non è frutto né di un effetto ottico, né di magia: le acque appaiono di questo colore, perché le pietre del fondale l’hanno assunto a causa della presenza dei sali di rame.

Un’antica devozione verso la Madonna ha portato alla costruzione del Santuario di Plout. Fino almeno dal Cinquecento c’era infatti in una grotta un piccolo altare con una statua mariana, dedicata alla “Notre Dame Des Ermites”, forse proveniente dalla Svizzera. Durante il Seicento e il Settecento poi fu costruito pian piano un edificio sacro, per quella che poi divenne la Signora “de tout Pouvoir”. Con il tempo la statua originaria è stata sostituita con una più grande, così come la prima chiesa è stata ampliata con un nuovo progetto del 1850.

Da visitare nel villaggio di Surpian è inoltre il Castello di Saint-Marcel, inizialmente una struttura rurale fortificata, poi ampliata nel Cinquecento da Giacomo di Challant del ramo di Aymavilles per diventare una residenza per i nobili Signori della cittadina.

Notevole è poi una valle alpina ancora incontaminata che occupa la parte più alta del paese e fa parte di una riserva di caccia che comprende moltissimi camosci e parecchi stambecchi.

Tra le piante della zona ci sono inoltre esemplari poco diffusi come la Linnea borealis con fiori a forma di campanelle di color rosa chiaro e la Clematis alpina, un rampicante con fiori il cui colore va dall’azzurro al viola. Campanule bianche sono poi i fiori del Campanellino (Leucojum vernum), simile al bucaneve.

Un area pic-nic si trova in località Les Druges a 1594 metri; la si può raggiungere attraverso una strada carrozzabile. Il posto offre una vista mozzafiato, 27 tavoli, panche, punti in cui è possibile cuocere la polenta, bagni e fontane. L’uso dei tavoli costa 5 euro nei mesi in cui l’area è custodita, ovvero dal mese di maggio a quello di settembre. E’ inoltre possibile praticare in zona l’escursionismo, lo scialpinismo o dilettarsi con splendidi percorsi per mountain bike.

Legambiente ha assegnato nel 2007 a Saint-Marcel la sua bandiera verde; l’area umida Les Iles è stata inoltre dichiarata riserva naturale nel 1995 dalla Regione della Valle d’Aosta, dato che costituisce uno dei pochi ambienti fluviali della Dora Baltea in cui possono fermarsi gli uccelli migratori. Nei piccoli laghi della zona infatti nidificano o si fermano momentaneamente più di 130 specie diverse di volatili, tra cui folaghe, anatidi e ardeidi.

Saint-Marcel è a 12 km da Aosta; vi si può arrivare percorrendo l’autostrada, prendendo l’uscita di Nus e proseguendo per un paio di chilometri sulla Statale 26 in direzione Aosta.



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