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Il Redwood National and State Parks: avventura tra le sequoie
Il Redwood National and State Parks: avventura tra le sequoie
Il Redwood National and State Parks: avventura tra le sequoie
Il Redwood National and State Parks: avventura tra le sequoie
Il Redwood National and State Parks: avventura tra le sequoie
Il Redwood National and State Parks: avventura tra le sequoie
Il Redwood National and State Parks: avventura tra le sequoie

La pianta-simbolo degli Usa è senza dubbio la sequoia, cui è stata dedicata addirittura una riserva: il Parco nazionale di Redwood. Situato lungo le coste californiane dell’oceano Pacifico, prende il nome dalle sequoie coast redwood, così chiamate per il colore rossastro del legno. La particolarità di questi alberi è che sono in assoluto i più alti del mondo. Quest’enorme area, che misura 45.500 ettari, protegge il 45% delle esistenti sequoie, oltre a praterie, risorse culturali e 60 km di coste incontaminate. La storia di questo parco è però molto triste. Inizialmente, infatti, la foresta vergine che ospitava questo tipo di sequoie misurava qualcosa come 810.000 ettari ed era abitata dai nativi americani, che vi risedettero per 3000 anni, in perfetta simbiosi con la natura circostante. In seguito, purtroppo, la zona fu assediata dalla corsa all’oro e fu sottoposta ad un processo di disboscamento. Per fronteggiare questa emergenza, venne istituito l’ente  “Save-the-Redwoods League“, il quale, nel 1918 diede vita a tre parchi statali per proteggere le sequoie. Questa zona, nel 1968 divenne un unico parco, con l’attuale nome di Redwood National and State Parks, ma allora il 90% degli alberi presenti nel suddetto territorio era già stato abbattuto. Si tratta di un vero e proprio paradiso, di cui l’umanità, però, si è accorta troppo tardi.

Oggigiorno, i tentativi per salvaguardare quest’area, curata dal National Park Service,  sono molteplici, grazie anche al riconoscimento dato dall’Unesco, che nel 1980  ha proclamato questo luogo Patrimonio dell’umanità e, nel 1983, l’ha inserito nelle riserve della biosfera. L’ecosistema del parco, comprende moltissime specie animali in via d’estinzione, tipo i pellicani bruni, i goby del tidewater, le aquile di mare testabianca, gli allocchi maculati americani e i leoni marini di Steller. Sempre per quanto riguarda la fauna, in questa zona sono stati avvistati ben 40 mammiferi, insieme a moltissimi volatili, ad animali marini abituati all’acqua dolce, a rettili e anfibi. Per quanto riguarda la flora, inutile dire che si tratta di uno spettacolo grandioso. La specie vegetale prevalente è ovviamente la sequoia e pensate  che la più alta del parco, denominata Hyperion, misura 115,55 metri. Numerose altre piante però occupano quest’area: la Duglasia, una sorta di abete, così come la sempreverde tanoak, gli aceri e gli ontani rossi. Fittissimo è anche il sottobosco, con rovi e lamponi che fungono da cibo per molte specie animali. Per quanto riguarda l’aspetto geologico della riserva , è bene sapere che è situata nella zona più sismica degli Usa e che gli scenari offerti sono molto variegati, comprendendo sia spiagge che montagne. Per quanto riguarda il clima, l’influenza del Pacifico è determinante, con estati calde e asciutte e inverni più freddi. Umidità e nebbia sono invece le premesse fondamentali per la sopravvivenza del parco.

Si potrebbe parlare per ore di quest’area , ma nessun sostantivo o aggettivo può descrivere un tale splendore, dunque l’unica cosa da fare è visitarla. A differenza della maggior parte dei parchi nazionali, al Redwood non si paga l’ingresso e, visto che non ci sono postazioni d’entrata dalla strada, è bene procurarsi una copia della cartina gratuita della riserva. Altra cosa fondamentale è prenotare il campeggio in anticipo, così da assicurarsi per tempo un buon alloggio. Per quanto riguarda i boschi da vedere, premettendo che meriterebbero tutti una visita, impedibile è il Lady Bird Johnson Grove, che è facilmente visitabile grazie ad un circuito ad anello. Da raggiungere con l’auto è invece il Tall Trees Grove, che, come si deduce dal nome, ospita gli alberi più alti del pianeta. Attenzione, però, perché i ranger, guardiani del parco, rilasciano solo 50 permessi di visite al giorno. L’intero parco è esplorabile anche a cavallo, a piedi o in mountain bike, grazie alla presenza di 28 sentieri, dai più semplici a quelli più impegnativi. Se invece si vuole campeggiare o mangiare qualcosa al sacco, magari usufruendo della presenza della  spiaggia, da non perdere è la magnifica Gold Bluffs Beach, che mette in contatto diretto con l’oceano Pacifico.

Tornando alla questione alloggio, bisogna tener conto che il parco non offre hotel né bungalow, ma solo piazzole per tenda, camper e roulotte, così come tre campeggi liberi e uno non attrezzato. Nei campeggi attrezzati, potrete trovare acqua calda e anche provare l’emozione di dormire tra le sequoie, in compagnia degli innocui cervi che vagano in libertà nell’area. L’impatto con la natura è fortissimo, tanto che si perde la concezione del tempo. Se poi si pensa che una sequoia costiera vive in media dai 600 ai 2000 anni, trovandovi in mezzo a queste distese di vegetazione, la sensazione di immortalità pervaderà ogni vostra cellula. Per chi non vuole rinunciare a una piccola dose di “metropolitanità” nemmeno in questo paradiso di vegetazione, nella riserva si trova un piccolo centro abitato, denominato Orick, dove risiedono circa 650 persone, che è situato in una rigogliosa valle sulla punta meridionale del parco. Qui potete trovare una fila di negozi, uniti ad un vasto agglomerato di botteghe che si dedicano all’intaglio del legno. Che siate solo di passaggio o che vi fermiate, la visita al Redword National Park risulterà indimenticabile!



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