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Le impressioni del primo giorno ad Amsterdam…
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Grande emozioni per il viaggio che stavo per compiere assieme a Franca, my girlfriend, tanto per preparare la nostra nuova lingua per la prossima settimana. La partenza da Termoli verso l’aeroporto di Fiumicino, nonostante avessimo il volo fissato per le 6 del mattino, è avvenuta molto in anticipo, intorno alle 22. Questo perchè il nostro autista, my girlfriend father, il giorno dopo avrebbe dovuto svegliarsi preso per il primo turno in fabbrica. Viaggio tranquillo e arrivo intorno l’1. In attesa che il nostro check-in aprisse, ci siamo “accomodati” sulle uniche panchine libere della zona, forse perchè poco distante, su entrambi i lati, dormivano un paio di barboni. Nulla da dire, se non fosse stato che uno dei due russava peggio di mio padre, e questo non è poco. Doloranti per le scomode posizioni assunte e l’aria condizionata puntata dritta sui nostri colli, siamo riusciti a resistere fino alle 4:30, ora perfetta per eseguire il modo rapido ed indolore il nostro check-in. Saliti sull’aereo della KLM, mi sento in dovere di fare una precisazione: i cinesi/giapponesi/pechinesi/thailandesi/koreani o quello che è, li troverai sempre, in qualunque posto del mondo tu voglia andare. E sono sempre più numerosi…
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Il viaggio in aereo è stato perfetto, appena stabilizzati in quota le hostess hanno anche iniziato a distribuire un’abbondante e squisita colazione. Non avendo dormito quasi nulla, le piccole vibrazioni dell’aereo sembravano riportarmi a quando da piccolo dormivo beatamente nella mia culla a dondolo, cosi, un paio d’ore di sonno non avrei di certo potuto negarle. Fortuna che la voce stridente di una delle signorine in blue ha interrotto il mio sonno giusto in tempo per scorgere una variopinta alba e degli anomali campi olandesi illuminati…ancora oggi non riesco a capire perchè lo fossero. Mi informerò.

Usciti dall’aeroporto, la prima impressione è stata buona ma con la stanchezza addosso, l’unica cosa che volevamo era trovare l’hotel e riposare un po. Sempre per lo stesso motivo, abbiamo voluto evitare lo sbattimento nel cercare la navetta giusta che ci portasse a destinazione e quindi, abbiamo optato per un più rapido taxi. Inutile dirvi che, essendo tutti lussuosi mercedes, non volevamo nemmeno pensare a quanto avremmo speso. Sono bastati 10 minuti per scoprirlo: 45 euro, ed una guida in omaggio per noi. Entrati nell’Hem Hotel, l’impressione degli interni, rispetto all’esterno decisamente meno invitante, è stata ottima. Come ogni turista che alloggia in città, abbiamo dovuto pagare un City Tax di 9 euro e come ogni mattutino che effettua il check-in qualche ora prima, abbiamo pagato altri 10 euro, una specie di penale. Due chiacchiere alla reception e di corsa in camera. Aperta la porta come se stessimo guardando l’ultima carta coperta in una partita a Poker, siamo rimasti entrambi positivamente colpiti. Camera ben illuminata, ordinata, pulita e fashion. Doccia al volo per me e mano al primo foglio per scrivere un po. Nel frattempo che scrivo, Franca è di la in bagno pronunciando frasi in aramaico antico perchè una crema nel suo beauty si è aperta durante il viaggio, sporcando ovunque. Via alla musica per distrarmi un po, riprodotta grazie al mitico navigatore miotech, trasformato tempo fa in un palmare!

Svegliati dopo aver riposato un paio d’ore, ci prepariamo per la prima camminata nel centro di Amsterdam. Dirigendoci verso piazza Dam, ci accorgiamo dopo un paio di Km, che la strada da fare era ancora tanta, ben altri 4 Km lampeggiavano sul navigatore e, con lo stomaco che già brontolava non saremmo stati in grado d’affrontare; abbiamo dunque ripiegato verso il primo Mc Donald indicato. Quasi per ripicca, siamo stati costretti a farne altri 2. Come molte altre cose qui, anche i prezzi del Mc erano più bassi rispetto l’Italia. Un normale cono al fior di latte veniva infatti 0,35 cent, mentre da noi ben 1 euro ed un goloso sundae poteva essere mangiato a solo 1 euro, in barba ai 2,50 che avremmo dovuto sborsare in Italia. Perchè cosi tanta differenza non riesco ancora a capirlo…

Sazi, la nostra camminata continua, questa volta in direzione del vicino Vondelpark, il cuore verde di Amsterdam. Lungo la strada, ci siamo imbattuti anche in un’italiana per eccellenza, la nuova 500; la tengono anche in Olanda, e Franca nonostante l’avesse ordinata diversi mesi fa, la sta ancora aspettando. Sarà che ha richiesto uno sgargiante bianco perla, fatto stà che nel frattempo gli olandesi se la stanno già assaporando. Le case, cosi come la tutte le strade interne ai quartieri, sono fatte di mattoncini, proprio come piace a me. Su molte di queste bellezze, nascono delle meravigliose piante rampicanti che danno un tocco di vitalità e colore in più ed hanno richiamato più volte la mia attenzione. Finalmente giunti all’interno del Vondelpark, siamo entrati tramite un’entrata secondaria. L’atmosfera che si respirava era a tratti goliardica, a tratti meditativa o ancora di puro relax; bastava infatti spostarsi da una parte all’altra del parco, per trovare gruppi di ragazzi intenti in acrobazie di vario tipo, gruppi dediti al canto e la musica, svariati persi tra le nere righe di qualche bel libro o altri, pedalando e facendo jogging. Uno spettacolo incantevole anche solo da guardare, motivo per cui parte del nostro tempo è stato speso a spasso tra questi prati. Le ore si stavano rimpiccolendo, e prima che facesse buio, ci siamo diretti verso l’hotel, passando prima per un vicino supermarket per acquistare quella che sarebbe stata la nostra prima cena. Il nostro Hem Hotel, era a pochi metri dal supermercato Lidl, motivo per cui lo consiglio a chiunque voglia pranzare o cenare all’insegna del risparmio.

Panino, tv sintonizzata su Rai Uno, l’unico canale Italiano visibile in camera e risate saltando da una foto all’altra quando all’improvviso tutto nero. Blackout in camera. Prima o poi se ne renderanno conto? Semplicemente no. Dopo dieci minuti, telefonata alla reception ed un tizio sale per ripristinare in poco tempo il tutto. Dai cose che capitano, specie se la camera in questione si trova nella nuovissima ala dell’hotel.

Essendoci informati sul funzionamento del tram diretto al centro, il numero 2, siamo usciti dall’hotel attorno alle 22:30, sicuri che questa sera avremmo tranquillamente raggiunto piazza Dam, e cosi è stato. Giro per l’ancora sconosciuta zona e fotografie notturne scattate sui bellissimi canali che attraversano l’intera città, davvero una poesia. Le luci dei numerosi lampioni che costeggiano i canali, riflesse sulla scura acqua, sembravano li per coronare la mia felicità; davvero uno spettacolo. Trascorso del tempo, è arrivato il momento di fare quello che tutti fanno una volta arrivati ad Amsterdam; non sto parlando del quartiere a luci rosse, che visiteremo più avanti, ma dei tanto discussi coffeshop. Quelli all’interno dei quali la marijuana è legalizzata, tanto per essere espliciti. Come ci era stato anticipato da amici passati in quei posti prima di noi, i locali in questione hanno sempre le finestre chiuse, tant’è vero che come ci si avvicina all’entrata, il classico odore inizia a farsi sentire per accentuarsi notevolmente una volta che la soglia viene varcata. Locale davvero intrigante quello da noi scelto, posto all’incrocio tra due vicoli. Usciamo e ci rechiamo verso una strada principale quando ad un tratto, una vetrina attira la nostra più totale attenzione. Esposta, una varietà inimmaginabile di dolci tra i quali riesco chiaramente a scorgerne uno chiamato “Cake with cream and strawberries“; ne prendiamo immediatamente un paio accompagnati da un ottimo cappuccino alla modica cifra di 12 euro. Va bene che non erano pasticcini ma praticamente vere e proprie torte alla crema con fragole, però…

Sazi e rigenerati, camminando, incontriamo uno strambo tipo del quale non ho parlato in precedenza anche se l’avevamo già incrociato girando tra i vari vicoli della città. Una specie di hippy con chitarra in mano. Accortosi di noi si è prontamente messo ad inseguirci cantando e suonando; visto che era bravo e cantava canzoni inglesi sdolcinate e simpatiche, ci siamo fermati. “Where are you from guys?“; Italia, rispondiamo noi sorridendo. Sentite queste parole, il tizio si mette a cantare “E datemi una monetina baby, non chiedo molto baby“…”Ah, ma sei Italiano allora!“, esclamiamo noi. E l’hippy ancora suonando intona “No sono cecoslovacco ma parlo mezzo spagnolo e mezzo italiano baby….una monetina dai baby“. Ci siamo sbellicati dalle risate per il modo buffo in cui cantava e parlava, e ci siamo fatti rifilare una moneta da 2 euro. Tanti ringraziamenti in quanto, a quanto diceva lui, eravamo i primi a dargli qualche cosa dopo 5 ore di improvvisazioni varie.

Basta, decidiamo che ormai si è fatto tardi per proseguire la giornata e ci dirigiamo verso l’hotel, pronti per l’ultima lunga camminata; nebbia stile Silent Hill e freddo atroce sopraggiungono mandando a farsi benedire la camminata. Taxi da 15 euro, e via all’hotel. In definitiva, una splendida giornata quella trascorsa oggi ad Amsterdam, nella quale abbiamo già potuto degustare delle cosi tante diversità che questa nazione riserva. A domani. (Spengo la luce, mentre Franca è ormai nel mondo dei sogni)…



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Sono stati ricevuti 5 commenti

  1. ahha quel tizio, ripensandoci, mi fa ancora sorridere 😆

    Cmq cm primo giorno è stato tutto molto strano, bellissimo appunto perchè strano… conoscere e accorgersi che il mondo è cosi vario.. Mi sono davvero divertita e mi sono morta dalle risate su tutto! quel giorno mi faceva ridere tutto!! :asd: NN so perche ma ero particolarmente allegra, sara l’aria di vacanza.. arrivata alla sera pero ero sfinita, in effetti appena arrivati ,in nottata, in hotel sn crollata.. 🙄

  2. Ahah bellissimo…ma la questione coffeshop andava approfondita, attendo le altre giornate 😀

  3. [quote comment=”4749″]Ahah bellissimo…ma la questione coffeshop andava approfondita, attendo le altre giornate :D[/quote]

    Lo so, ma non siamo soli :look:
    Le altre giornate spero di poterle scrivere al più presto. In questi giorni sono stato pochissimo a casa… :sisi:

  4. [quote]Lo so, ma non siamo soli :look:
    Le altre giornate spero di poterle scrivere al più presto. In questi giorni sono stato pochissimo a casa… :sisi:[/quote]

    Capisco :look:

    Io ancora trovo il tempo per scrivere di Barcellona, fai tu…

  5. [quote comment=”4749″]Ahah bellissimo…ma la questione coffeshop andava approfondita, attendo le altre giornate :D[/quote]
    :smoke: 😕 :girl:

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